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Le porte
di Trevi

Questa pagina riproduce una parte di

Curiosità storiche trevane

di
Tommaso Valenti

pubblicato da F. Campitelli, editore,
Foligno, 1922

Il testo è nel pubblico dominio.

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e la credo senza errori.
Ciò nonostante, se vi trovate un errore, vi prego di farmelo sapere!

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Una strana consuetudine

 p37  La Chiesa delle Lagrime

[ da La Torre di Trevi, Anno I N. 9 del 17 Aprile 1898 ]

Ai piedi della Costa di S. Costanzo, detta anche la Costarella in vicinanza d' un fossato detto dei Gamberilli, sorgeva una casupola di un tal Diotallevi d' Antonio Santilli, sulla facciata della quale era un' Immagine della Madonna, dipintavi nel 1483, come riferisce il cronista Mugnoni. Un giorno, e precisamente ai 5 d' agosto del 1485, furono viste alcune lagrime di color sanguigno sgorgare dagli occhi di quell' Immagine. Il miracolo richiamò gran folla di popolo, e in breve tempo la Madonna che fin d' allora si chiamò delle Lagrime riscosse la profonda devozione dei fedeli Trevani e di quelli delle vicine città, che dalla Vergine speravano ed ottenevano grazie e miracoli. Si sentì quindi subito il bisogno di santificare in qualche modo quel luogo e vi si fabbricò una piccola cappella nella quale il 21 agosto dello stesso  p38 anno 1485, fu celebrata la prima volta la messa. Quasi contemporaneamente, però, cominciarono i Trevani a pensare alla costruzione di un tempio più vasto, anche perchè i doni e le elemosine affluivano in gran copia e d' ogni parte. E infatti pochi mesi dopo, cioè il 2 giugno 1486, fu concluso il contratto d' appalto con Mastro Antonio di Giorgio Marchisi Fiorentino "huomo reputato di grande ingegno; et con Papa Sisto IV fece molti lavori in Roma et in San Pietro et ha edificato molte rocche et è reputato grande ingegno et maestro in edificare". Così il Mugnoni.

I lavori però furono intrapresi solo il 27 marzo 1487, quando si cominciarono a scavare i fondamenti. Si era poi precedentemente ottenuto (1486) per Breve Pontificio l' esproprio di stara 11 di terreno, spettante alla Chiesa di S. Costanzo. Il rimanente spazio per la Tribuna si ottenne nel 1488.

Per comodità della fabbrica, il Comune concesse una derivazione d' acqua dal pubblico acquedotto. I fondamenti profondi 13 piedi de pertica e larghi 4½ furono scavati col concorso di tutte le frazioni o Balie della città e della campagna.

La prima pietra di essi fu posta il 26 maggio 1487 con gran concorso di popolo e di tutte le autorità. Su quella pietra furono gettate parecchie  p39 monete, come il solito cronista che ci riferisce. I fondamenti però furono riempiti di calce e di ghiaia del Marroggia e non di pietra, perchè si otteneva così, anche al dire del Mugnoni una costruzione solida e durissima, inattaccabile anche al piccone.

Si proseguì poi la fabbrica della Chiesa fino al disopra delle finestre. Nel 1489 fu eretta la sagrestia e nel 1490 la Tribuna. Era stato già precedentemente stabilito di ornare il tempio con porte artisticamente lavorate; tanto è vero che nel 1486 il signor Antonio Petroni lasciava per testamento 100 Fiorini per la principale di esse. Ed infatti nel 1495 si costruiva la splendida porta principale.

Prezioso documento per la nostra storia dell' arte sarebbe stato il contratto stipulato coll' autore di questo finissimo lavoro. Però per le vicende dei tempi — o, forse, degli uomini — questo documento è sparito dal nostro Archivio. Se ne conserva fortunatamente una copia, che ho ragione di credere fedele, perchè contemporanea all' originale.

Il contratto è in data 16 aprile 1495. Da esso risulta che un tale Giovanni di Giov. Pietro da Venezia — lapidarius — prese ad coptimum da Pier Francesco di ser Franceschino Lucarini e da ser Nicola operarii ossia Santesi cioè custodi, della Chiesa, il lavoro di una porta di pietra —  p40 de lapidibus bene laboratis — secondo il disegno già fatto; colla modificazione però che sopra alla porta, nell' interno della lunetta si facesse un angelo; mentre nel primitivo disegno c' era qualche altra cosa non precisata. Questo angelo fu non molti anni or sono collocato sopra la lunetta medesima, alla sommità dell' arco, dove prima era lo stemma dei Petroni, che fu rimosso, credendolo un' aggiunta dei secoli posteriori. Fra la lunetta e la porta si vede in elegantissimo scudo, lo stemma di Trevi.

L' artista doveva avere per questo suo lavoro 190 Fiorini e l' abitazione. Gli si doveva anche portare la pietra sul posto.

La finezza e l' eleganza straordinaria di questo lavoro ne fanno una delle più preziose cose artistiche non solo di Trevi, ma dell' Umbria. Le ingiurie dei tempi non hanno molto danneggiato questo gioiello: ma la barbarie dei nostri vandali piccoli e grandi ha fatto in parte quello che il tempo non aveva voluto fare. Sarebbe quindi desiderabile che l' Autorità provvedesse in qualche modo alla conservazione, anzi alla difesa, di questo, come di tanti altri nostri tesori artistici.

La fabbrica della Chiesa, parte in pietra e parte in mattoni, fu poi condotta a termine negli anni seguenti (1510‑1522) per cura dei Canonici  p41 Regolari Lateranensi cui era stata affidata.

Nel 1703, in seguito a fortissimi terremoti si dovè restaurare ed abbassare il tetto e demolire un cornicione di pietra lavorata fattovi nel 1520 circa.

Questa, in pochissimi tratti, la storia della costruzione di questo tempio tanto caro ai Trevani di tutti i tempi e che merita uno speciale studio storico e artistico per le molte e belle opere d' arte che l' adornano anche nell' interno.

Spero tra poco dare alle stampe un mio lavoro su tale importante argomento.a


Nota di Thayer:

a La speranza dell' autore si fece realtà nel 1928, quando fu pubblicato La chiesa monumentale della Madonna delle Lagrime (Roma, Desclée, 1928). Il libro è integralmente trascritto sul sito ProTrevi.


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Pagina aggiornata: 26 Mar 16