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1 Da che probabilmente è tratta il Nome suo • 2 Traslazione del suo corpo • 3 Altare eretto in suo onore • 4 Altre solennità
1. È ben giusto, che dopo aver dato uno sguardo generale al Paese, il primo oggetto cui dedicare le ricerche, sia il Santo suo Protettore, Marice Martire, il di cui sacro corpo riposa nella Chiesa Parrocchiale.
Il Signore Iddio ha fatto una grazia singolare a Cannaiola concedendola la venerata salma d'un Martire, ed i popolani debbono mostrarsene degni possessori, coll'attestare una profonda e costante venerazione al celeste loro Patrono. Non solo quelle venerate Reliquie sono fonte di grazie e di benedizioni, ma sono stimolo ancora molto efficace ad opere virtuose e forti, giacchè esaltano potentemente la memoria di quell'Eroe, che per mantener la fede di Gesù Cristo, non dubitò spargere il proprio sangue.
Avrei bramato possedere notizie particolari sopra il Martirio del Santo, e sopra il modo onde vennesi al possesso del sacro suo corpo; ma dopo immense ricerche, anche degli Archeologi di Roma, nulla si è potuto rinvenire. Solamente negli Archivi delle Catacombe si ha, che circa la metà del secolo XVII una spedizione d'insigni sacre reliquie fu fatta nell'Umbria, ma del nostro Santo non si fa alcuna menzione. Anche il nome di Marice dev'essergli stato imposto, giacchè non se n'ha vestigio nel Martirologio Romano. Un illustre Archeologo lo fa derivare da Murix, murice, specie di nicchio marino fecondo d'un liguor rosseggiante, col quale gli antichi tingevano la lana. Con la leggerissima mutazione d'u in a se n'è fatto il nome del nostro Santo, e ben gli sta imperocchè dello stesso suo sangue imporporò le sue membra per onor della fede.
2. Ci contenteremo adunque riferire il contenuto della lapide pag. 16 commemorativa della traslazione del sacro Corpo, posta in un pilastro della Chiesa dal Parroco D. Paolo Marinangeli. In essa dunque si dice, che sotto il Pontificato d'Innocenzo X nella IV Domenica di Maggio dell'anno 1648, col permesso dei Superiori, fu trasportato da Roma il sacro Corpo di S. Marice insieme alle Reliquie dei Santi: Abbondio, Adriano, Anastasio, Giocondo, Giustino, Maurizio, Quirino e Teodoro. Quegli che procurò un sì bel dono al Paese fu un tal Pietro di Pasquale. Questo nome merita di esser conservato, giacchè ben meritò della Patria. Trovo nel nostro Archivio notato, che S. Mauriceº fu dichiarato Protettore di Cannaiola nel dì 19 Aprile 1647, e nella 4a Domenica di Maggio dell'anno seguente fu fatta la traslazione del Corpo.
Quest'epoca segue da vicino la riapertura delle Catacombe di Roma, che erano state chiuse per difenderle dall'escursioni de' barbari, e di altre turbe scellerate, che se non aveano quel nome, nell'irrompere in Roma, menavano eguali rovine. Ristabilita la quiete, la sicurezza, i Sepolcreti de' Martiri furono riaperti, e si concedevano i sacri loro Corpi a qualche Chiesa importante, dietro la mediazione di persone che rivestivano nella Chiesa alte dignità. Cannaiola adunque è stata ben fortunata. Sprovvista d'alcun titolo ad esser così graziata, convien dire che il Signore stesso l'abbia favorita, coll'inviarle la sacra Salma del Martire Marice.
E qui se non fosse mio intendo dettare semplice istoria, cadrebbe in acconcio descrivere le belle funzioni eseguite in sì lieta circostanza. È facile imaginarlo, se si consideri che a quei tempi la fede era molto viva, il corpo di un santo Martire a poche privilegiate persone concedevasi. Prova ne sia che pel solo calo della cera s'incontrò la spesa di Scudi Sedici, somma in quei tempi non indifferente. Tanto appare dai Registri del quel tempo.
Nè il santo Protettore defraudò la devozione del suo popolo, imperocchè fugli sempre largo di favori e di grazie. S'istituì pag. 17 una santa gara, nel Santo l'abbondare di beneficii, e nel popolo il largheggiare in attestati di riconoscenza. Fu lavorata una bella Statua, che al naturale rappresentasse il Santo Martire, e fu allocata in una bella residenza o trono, tutto splendido per doratura. Quando recasi in processione è d'imponente aspetto. Non mi è stato dato rintracciare nè l'Artefice, nè l'epoca in cui venne lavorata. Per ritrarne le Imagini, dal Sig. Domenico Paolini, non son molti anni, fu ordinato in Rame; ma alla buona volontà non corrispose l'opera, ch'è ben meschina.
Ma la devozione di Cannaiola verso S. Marice manifestavasi in specie nella 4a Domenica di Maggio di ogni anno, destinata a festiggiarne la memoria. Nel 1674 una pia persona lasciò un censo, perchè si potesse con maggior pompa solennizzarne la festa; molte contribuzioni ed elemosine si aggiungevano da tutto il popolo. Queste non doveano essere indifferenti, perchè, per parlare delle sole elemosine di mosto, si crede espediente fornirsi d'una botte di sei Some per raccogliervelo. V'erano legnami per formare armature di archi trionfali ed altre dimostrazioni di giubilo. Questo era accresciuto non poco dal crearsi nel dì della festa, fontana di vino e di olio, che versavano al popolo gaudente le loro onde benefiche.
3. Nel 1757 dal Parroco Rocchi fu intrapresa la costruzione dell'Altare Maggiore onde più decorosamente conservare in esso il corpo del Santo. Non molto appresso fu compita l'opera, e per delegazione avutane dall'Ordinario dal M. R. Arcivescovo Bovarini, Vicario Foraneo di Trevi, fu trasportato il sacro corpo dall'Altare della Madonna del Rosario ove era rimasto durante la fabricazione al nuovo ricostruito in miglior foggia. Oltre ad un numeroso e devoto popolo assistevano al solenne Rito: i RR. D. Bernardino Rocchi Parroco, D. Angelo Carattoli, D. Angelo Antonio Mochetti di Collecchio e Pietro Ciccaglia di questa Parrocchia. Tal sacra funzione compivasi il dì 28 Ottobre 1759.
Fino ai principii del secolo presente il corpo del S. pag. 18 Marice era rimasto tutto nella tomba a ciò destinata, quando il Parroco Bartolini a farne venerar sempre più le reliquie ne volle riporre alcune e ne' piedi della Statua e in altra urna da esporsi alla venerazione de' fedeli. Ne fece istanza a Mons. Locatelli Vescovo di Spoleto, il quale annuì pienamente e ne diè autorizzazione al M. R. D. Bernardo Catasti. Fu aperta la cassa che racchiude il sacro corpo, e ne furono estratti i frammenti che all'uopo si giudicarono necessarii: quindi sigillatela, fu rinchiusa. Questo avvenne nel dì 2 Ottobre 1810 alla presenza de' Testimonii, D. Michele Battistini e D. Pietro Paolo Bonilli mio antenato. Nel dì 1 Agosto del 1818, compita una decorosa urna, per facoltà dell'Ordinario Mons Canali, furonvi riposti preziose reliquie del cranio e dei denti.
4. Oltre a queste furonsi ancora altre circostanze che sono state notate, nelle quali fu estratto dalla sua tomba il sacro corpo di S. Marice. Nel dì 18 Agosto 1765 fu esposto alle pubbliche supplicazioni per ottenere la serenità. Nel dì 11 Maggio 1779 all'incontro per ottenere la pioggia. Il Parroco D. Evangelista Mercuri con ottimo pensiero ne volle lasciare una memoria in iscritto, che sebbene alquanto informe serve benissimo allo scopo. Si può vedere sul proprio originale conservato nell'Archivio. Eccone la sostanza. Trovandosi a mal partito la campagna per un ostinata serenità, il Parroco Mercuri, il 3 di Maggio del detto anno, fece un appello al popolo, di ricorrere a S. Marice per ottenere la pioggia: Divisò solenni funzioni da chiudersi con una devota processione nella quale portare il Sacro Corpo del Martire. Il buon popolo corrispose all'invito. In poco tempo fu trovata la somma di Scudi 23,32. Altri Scudi contribuì il Comune di Cannaiola. Fu parata la Chiesa a gran pompa. Trovo registrato che si provvidero N.164 Cerei: ciò indica qual solennità si voleva compiere: fu stabilita pel dì 11 Maggio. Vi assistevano 18 Sacerdoti ed un popolo immenso. Quattro Confessori continuamente, dal mattino fino a mezzogiorno, furono occupati al confessionale. Non era da far meraviglia di tal frequenza di penitenti, giacchè quando la sacra urna fu pag. 19 esposta, diffuse per la Chiesa una soave fragranza, che riempì di gaudio spirituale. Nel pomeriggio fu fatta la solenne processione coll'intervento di moltissime Parrocchie del Territorio trevano, imperocchè i Parrochi di S. Lorenzo, di Picciche, di S. Luca, di Fabbri e della Fratta intervennero colle loro compagnie di uomini e di donne. La Processione fece sosta nelle spiazze di Ciccaglia, dove il Sig. D. Valerio Petrucci, abilissimo Predicatore di Spoleto, arrincò il popolo. Dovette esser un momento solenne quello in cui sulla folla sterminata, devota, compunta, piena di fede tutta prostrata intorno alle sacre ceneri del Martire discese la sua Benedizione. La fede avea ottenuto la grazia. Nel giorno seguente si ebbe la pioggia. Il sacro corpo rimase esposto sino agli 11 di Luglio per ringraziare S. Marice del beneficio ricevuto.
Dopo quell'epoca non trovo che siasi mai più esposto, allo infuori nel 1871. Ma siccome questa si compì durante il mio ministero, così troverà luogo opportuno nella Seconda Parte quando tratterò gli avvenimenti di quell'anno (pag. 140). Termino, esprimendo il voto ardente del mio animo, che sia ravvivata la devozione a S. Marice, trovatela al mio venire, alquanto scaduta. Io mi propongo usare ogni mio studio a ridestarla, e lascio in ricordo ai miei Successori di usare tutte le diligenze ad ottenere questo scopo, affinchè Cannaiola sia meno indegna del grande onore che ha avuto, di possedere il sacro corpo d'un Martire della fede di Cristo.
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