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Parte I Capo 4

Questa pagina riproduce una parte di

Memorie storiche di Cannaiola

di
Pietro Bonilli

dattiloscritto
dal manoscritto originale

Il testo è nel pubblico dominio.

Questa pagina è stata attentamente riletta
e la credo senza errori.
Ciò nonostante, se vi trovate un errore,
vi prego di farmelo sapere!

seguente:

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Parte I Capo 6

Parte I

 pag. 56  Capo V
Serie dei Parrochi

1 Parrochi del Secolo XVI
• 2 XVII
• 3 XVIII
e • 4 XIX

1. Dopo aver trattato ampiamente quanto riguarda la Chiesa Parrocchiale di Cannaiola viene naturale il parlare sui Parrochi che l'hanno governata. Avrei dovuto dare a questo Capitolo pari ampiezza, perchè di pari importanza: ma sono costretto a dar sol quasi un Catalogo dei Rettori di questa Parrocchia, essendo pochissime le notizie che trovansi, riguardanti le loro gesta. Mi sarebbe piaciute assai far rilevare quanto questi Ministri di Dio avranno operato per il bene materiale e morale di questa popolazione, ma ben poco ritrovasi nelle Memorie e ne' Registri di questa terra; avranno, spero, una bella pagina ne' Registri della vita eterna. L'Archivio Parrocchiale contien varie Bolle colle quali vennero successivamente istituiti i Parrochi in Cannaiola, e questi furono di guida sicura per stabilire con sicurezza la loro successione.

1500 D. Tommaso Duranti. Le memorie sui Parrochi di Cannaiola risalgono al principio del Secolo XVI. È certo però, che prima di quest'epoca, il Paese avea i suoi Parrochi, giacchè vi si vedono stabiliti e funzionanti fin da allora, come ordinarii e normali. Apparisce dunque pel primo, in quel tempo, un tal D. Tommaso Durantius, che passò a miglior vita circa il 1510. Gli succedè nel Decembre di quell'anno un tal Donno Brunetti, in forza di Bolla, data sotto Alessandro VI, dalla quale risulta, che Cannaiola, fin da allora avea il diritto di nominare il Parroco, ma il voto era in facoltà de' soli originari del Paese.

1510 . . . Brunetti. Una bella carriera percorse il Brunetti. Imperocchè,  pag. 57 per la sua morte, fu rimpiazzata la Parrocchia, dopo 34 anni di ministero. Il Successore ebbe le Bolle nel dì 6 Ottobre 1544, sotto il Pontificato di Paolo III e questi fu

1544 . . . Sforza de Valentibus. In detta Bolla la Chiesa di cui davasi la investitura è denominata S. Angiolo de Arsiccialibus in Castel Nuovo. Chiesa distrutta come abbiam veduto pag. 24 e poi rifabricata nella posizione dell'attuale.

. . . D. Orazio Archangeliº successe al Valenti; ma non si sa di questi se morisse in Parrocchia o la dimettesse; così dell'Arcangeliº non ho potuto sapere che il nome e cognome.

1580. D. Curzio Marini fu il successore e la sua nomina risulta da Bolla, portante la data 19 Marzo 1580. Gregorio XIII Sommo Pontefice Vescovo di Spoleto Giulio Orsini e Vicario G. Francesco Penna.

1598 D. Romano Gentili. Il Marini non morì in Parrocchia, ma dopo 18 anni di ministero rinunciò al suo ufficio e non si sa qual fine avesse. Ebbe a successore D. Romano Gentili sotto il Pontificato di Clemente VIII con Bolla, data il 15 Novembre 1598. Non lunga fu la vita parrocchiale di questi, poichè morì nel diecisettesimo anno della sua carriera, cioè nel Luglio 1615. Però durante il suo ministero si fece un opera importante, la fabbrica cioè del Campanile, compiutasi nel 1606, e dietro sue istanze, considerata la ristrettezza dell'entrata del Cura Mons. Vicario Generale di Spoleto, Clemente Gera, con Bolla del 6 Aprile 1606, unì alla Parrocchia di Cannaiola, i beni delle Chiese dei Santi Stazio e Donato. Questa unione fu confermata anche da Sisto IV nel 13o anno del suo Pontificato, come da Bolla, che ha un sigillo di piombo coll'imagine di S. Pietro e S. Paolo.

2. 1615 D. Tizio Cassio. Appena un mese dalla morte del Gentili fu eletto Parroco D. Tizio Cassio: la sua Bolla è data sotto il Pontificato di Paolo V, a dì 18 Agosto 1615. Null'altro si sa di questo Parroco, nè se morisse in Parrocchia, nè se la rinunziasse. Dovè rimanerci ben poco, perchè dai Registri apparisce,  pag. 58 che nel

1623 D. Angelo Ciccaglia era Parroco. Questi al pari ebbe corta carriera, perchè morì nell'Ottobre 1627. Se dall'esattezza di un Amministrazione, può giudicarsi l'uomo, il Ciccaglia dovette esser buon Parroco. Vedo tutti i suoi libri Parrocchiali tenuti con una diligenza e precisione veramente straordinaria, specialmente in quei tempi.

1627 D. Emiliano Palmucci. Al Ciccaglia fu dato incontanente un Successore nel persona di D. Emiliano Palmucci, con Bolla data sotto il Pontificato di Urbano VIII, nel dì 24 Novembre 1627. Se valse il criterio esposto di sopra, per giudicare un uomo, cioè la tenuta dei Registri, sul Palmucci non si può dare favorevole giudizio, tanto sono essi orridi, difettosi, inintelligibili.

1634 D. Paolo Marinangeli. Ebbe cortissimo ministero il Palmucci, perchè sett'anni appresso trovasi D. Paolo Marinangeli, che fu investito della Parrocchia con Bolla del 19 Maggio 1634. Il giorno seguente gliene fu dato il possesso da D. Giovanni Paolelli di Trevi. Era Sommo Pontefice Urbano VIII; Vescovo, Mons. Castrucci; e Vicario Generale D. Carzio [Curzio?] Boretti. Il suo ministero ha una gloria tutta particolare: ebbe la sorte nel Maggio 1648 di ricevere da Roma il santo corpo del Martire Marice, con grandi reliquie di altri otto santi Martiri. Ineffabili dovett'esser la consolazione di questo Parroco nell'accogliere nella sua Chiesa il tesoro preziosissimo delle ceneri dell'invitto Eroe, costituito Protettore speciale di questo Castello. Onde render più splendide le feste istituite in suo onore, e le altre solennità occorrenti fra l'anno, questo Parroco, ordinò dei parati in seta per addobbare la Chiesa. Ora son quasi del tutto scomparsi; non ne rimane che qualche telo lacero e sbiadito. Ma han servito oltre a due secoli e bisogna contentarsene. Il corso del Parroco Marinangeli fu longo; durò 27 anni, essendo morto nel Novembre 1661.

1661 D. Evangelista Rocchi. Pochi giorni rimase vacante la Parrocchia,  pag. 59 poichè nel dì 27 Dicembre dello stesso anno 1661, ne fu conceduta l'investitura a D. Evangelista Rocchi di Trevi; il giorno seguente ne fu messo al possesso da un mio Avo, D. Anselmo Bonilli. Con esempio unico tra i Curati passati di Cannaiola, durò Parroco per ben 51 anni. In questa lunga vita trovo registrata qualche spesa. La prima e più importante di tutte fu il dilatamento della Chiesa Parrocchiale. Cresciuta la popolazione, era addivenuta troppo angusta nelle funzioni, onde fu accresciuta d'una Sezione ed è quella che vien chiamata Presbiterio.⁠a Il murato per sè è egregio, poichè fu eseguito tutto a mattoni. Per risparmiare la spesa ne fu fatta una fornace di circa 15.000. L'esecuzione del lavoro appartiene ai due Capo Mastri Giuseppe Soldati e Francesco di Valentino, ai quali, per opere, furono dati Scudi Cento, somma in quei tempi non piccola. Non si può condonare a codesti artisti l'aver tirato il destro pilastro del presbiterio, ossia quello in cornu Evangelii, oltre a 30 Centimetri più avanti dell'altro corrispondente. Da ciò ne son venute dissonanze irreparabili e sconcie. Per tal lavoro, si cambiò totalmente la forma della Chiesa come abbiam veduto già a pag. 25. Sarebbe forse stata ancor migliore, se si fosse eseguito un disegno del tutto diverso; porre cioè l'altare Maggiore dov'è la porta Grande, e questa nel posto di quello. Si sarebbe avuta una più bella prospettiva, imperocchè la facciata della Chiesa, avrebbe dato sulla strada larga, diretta, e fiancheggiata da case, che viene da Trevi. Si voleva in questi ultimi tempi venire a cotesto lavoro, ma la mancanza di mezzi l'impedì sempre, ed ora dopo i restauri fatti è quasi impossibile tornare indietro. Il Parroco Rocchi inoltre fece comperare un incensiero con navicella d'argento del costo di Scudi 53,27. Però io avrei cominciato dal far cosa più nobile per es. l'Ostensorio, che si ha da ottone.

3. 1713 D. Domenico Renzi. Nell'anno 1713 per Bolla ottenuta da Mons.  pag. 60 Carlo Giacinto Lascaris, Vescovo Diocesano, entrò possessore della Parrocchia, D. Domenico Renzi. Questo è il Parroco di Origine cannaiolese; altri non ne ho visti. Appartiene alla medesima Famiglia, che istituì la Cappella di S. Antonio, e le Dignità Renzi nella Collegiata di S. Emiliano di Trevi (Pag. 92). È molto da lodarsi, perchè ha lasciato un Inventario compitissimo per quel tempio, da cui ho attinte varie notizie. Non contati ancora alcuni vasetti d'argento per l'olio santo e per la comunione, da lui fatti fare, rimarrà in ricordanza il Renzi, per aver contribuito forti somme alla costruzione della Nuova Sacrestia della Parrocchia, dalle fondamenta innalzata a suo tempo. (Pag. 39)º Il Parroco Renzi morì al principio dello anno 1736 dopo il bel lungo corso di 43 anni di ministero.

1736 D. Bernardino Rocchi. Non esistono le Bolle in vigore delle quali D. Bernardino Rocchi succedè al Renzi, ma da notizie altrimenti attinte ho rilevato, che venne alla Parrocchia sul principio del 1756. Nemmeno si sa se qui morì, ma è difficile. Nell'Aprile 1771 vedesi, che non è più curato. È notato solo, che comperò l'Ostensorio di ottone inargentato, con Scudi 7,50, e fece lavorare il Confessionale proprio del Parroco in legno di noce, il quale con qualche modificazione tuttora esiste.

1771 D. Evangelista Mercuri. Al Rocchi successe nella prima metà del 1771, D. Evangelista Mercuri. Egli morì, dopo quindici anni di ministero, in Parrocchia. Varie cose trovo registrate fatte sotto il suo governo. Si comperò la pisside con Scudi 15,44. Si fece il paratorio nella Sacrestia con ben indicato e ben eseguito disegno impiegandovi la somma di Scudi 37,55. Provvide una bella pianeta di broccato bianco a varii fiorami con Scudi 22,25. Fece rimbiancare tutta la Chiesa colla spesa di Sc. 10. Comperò il Manto della Croce con Sc. 21,44. Altra pianeta di stoffa di fondo bianco a varii colori Sc. 13, coi risparmi delle Priore del Rosario, una lampada inargentata a fuoco Sc. 17,25. Nel 1779 si ruppe la campana mezzana. Il popolo ad un appello del Parroco si prestò ad incontrare la spesa  pag. 61 per rifonderla, ma accintisi all'opera venne male, perchè senza cappie, ossia capigliara. L'11 [manca il mese] di detto anno fu rifusa e fu allocata nel campanile. Il suo peso è lib. 830. Al popolo che avea fatto le spese non piacque il suo suono, e però obligò il fonditore, Sig. Petrolini di Trevi, a rifonderla, il che avvenne nel dì 18 Marzo 1785, e quindi posta al Campanile.

1786 D. . . . Calvi e D. Crescentino Magini. Nel 1786 al 1801 trovansi i nominati Sacerdoti al governo di questa Parrocchia, il primo di Monte­falco e il secondo, credo, delle Picciche. Sebbene sieno in epoca recente, pure nulla di certo o d'importante ho potuto sapere sul conto loro. Quella era un epoca troppo fortunosa anche per l'Italia: il torrente devastatore della Rivoluzione, dalla Francia veniva a traboccare sulla patria nostra, ed apportarvi lutto e rovina. Sembra che anche in quegli avvenisse l'incendio dell'Archivio perpetrato da mano misteriosa e scellerata.

4. 1801. A dì 21 Settembre 1801 entrò Parroco D. Giovan Battista Bartolini nativo della Villa di Ponze, Comune di Trevi, zio dell'abbastanza noto Sig. Clemente Dottor Bartolini Patrizio Trevano. Il possesso gli venne dato da D. Arcangelo Crispoldi, Parroco di S. Lorenzo, assistito da D. Lorenzo Desideri, V. F. di Trevi e da Bonaventura Cecchini, Cancelliere Eccl. Morì l'11 di Marzo 1843 onde il suo corso parrocchiale è tra i più lunghi che abbiamo veduti. Trattandosi d'un uomo vissuto in un epoca a noi vicina, conosciuto ancora da molti, tuttora viventi, è più facile estendersi in qualche notizia, tanto più che gentilmente il Parroco Sig. D. Giuseppe Matteoni di Picciche, contemporaneo del Bartolini, uomo degno di tutta stima per la sua pietà e dottrina, mi ha voluto coadiuvare de' suoi lumi. Il Parroco Bartolini era nato nel 1771, onde a quando venne Parroco era di età alquanto matura, avea 32 anni. Avea intrapreso i studi della medicina, ma quindi sentitosi chiamare al Santuario, si accinse a curare gli spiriti, piuttostochè i corpi. Però  pag. 62 fin dalla sua prima gioventù e nello Stato Clericale, dovette trovarsi nelle turbolenti vicende ostili alla Chiesa, e prestarvi ancora qualche servizio civile. Benchè in tale stato dicesi soffrisse qualche ristagno la sua vocazione allo Stato Ecclesiastico, pure gli fu dato di proseguire nella sua incominciata carriera. Esso era uomo nerboruto e ben tarchiato, di statura alta ed ampia, e ordinato Sacerdote dall'Ecc.mo Cardinal Locatelli Vescovo di Spoleto, fu destinato Parroco del Castello di Cannaiola. Ma mostrandone il Bartolini qualche avversione per essere un popolo irrequieto ed aspro, risposegli Sua Eminenza a bella posta lo destinava colà, perchè essendo esso così gigantesco a complesso, l'avrebbe almeno tenuto a freno e subordinato coi cazzotti (sic). Ed infatti così regolavasi spesse volte, specialmente nei primi anni, dipartendosi ancora dall'Altare per giocare a pugni e rendere mansueti gli allievi: cosicchè la di lui ombra pure era temuta perfino dai giovani più robusti e bizzarri: ciò non ostante era ben voluto e rispettato. In casa però per supplemento alla forza non gli mancavano assortimenti di armi alla difesa in qualche tragica circostanza, che pure avrebbe incontrata se non era bastantemente sagace ed accorto. Nel suo regime parrocchiale era attento e zelante; come veterano di questa Congregazione del Piano di Trevi, era amicissimo, benevolo e cordiale cogli altri Parrochi e Sacerdoti colleghi. Essendosi fatto un assortimento di prediche, si dilettava spesso in seminare la parola di Dio per questi limitrofi villaggi in occasione della Quaresima: talora fu onorato dai Superiori in dare i Santi Esercizi alle Monache di qualche prossimo Monastero e di essere Confessore straordinario e restarne per qualcheduna Direttore, specialmente nel Monastero di S. Chiara di Trevi, dove molte se ne contano Professe, tolte dal suo gregge ed oriunde dalla sua Parrocchia. Neppure deve passarsi sotto silenzio, che il medesimo Bartolini fu scelto una volta per dare i Santi Esercizi ai Condannati e detenuti nella Rocca di Spoleto per ammetterli  pag. 63 alla Comunione Pasquale. Dopo queste occupazioni non è sfuggito all'attenzione sue, l'accrescere di stanze e comodi l'abitazione parrocchiale, e di operare restauri nella sua Chiesa. Nell'anno 1825 fece rimettere un trave nel tetto di questa che minacciava cadere. La spesa fu immensa perchè portò Sc. 32, sostenuta quasi tutta dall'Università. Nel 1827 si eseguirono i due confessionali minori colla somma di Sc. 16. Nell'anno 182_ poi fu rifusa la campana.

Prese molto impegno, e l'ottenne, d'assicurare a favore della Chiesa l'annuo Canone di Sc. 15 (Vedi Pag. 100). Attese al bene pubblico in qualità di Deputato Ecclesiastico nel Municipio di Trevi e membro della Congregazione, e Prefettura delle acque per molti anni. Finalmente da colpi apopletici reso infermo per qualche anno, sebbene non gli impedissero del tutto le occupazioni del suo ufficio, compì il suo corso mortale nell'età di settantadue anni, lasciando ne' parrocchiani una bella e imperitura memoria.

1843 D. Camillo Nardeschi. Al benemerito Parroco Bartolini succedè D. Camillo Nardeschi. Prese possesso di questa Chiesa nel dì 6 Agosto 1843 con molta solennità e coll'assistenza de' Parrochi della Congregazione. Essendo Egli tuttora vivente ma in altra Parrocchia, in Bovara, sarò parco ne' giudizi e mi limiterò ad una semplice rassegna delle sue opere. Sua patria è Cannara, borgata della Diocesi di Assisi, quando venne qui Parroco era stato già tra i PP. Filippini di Bevagna e Parroco in altra Cura. Durò nel ministero Parrocchiale quattordici anni, duranti i quali molti furono i miglioramenti che s'introdussero. Riferirò i principali. Appena venuto coll'aiuto de' Parrochiani s'impegnò di rifare a nuovo tutto il mattonato della Chiesa in molte parti guasto e rovinato; ebbe la consolazione di rivederla ribenedetta dall'Arcivescovo di Spoleto Mons. Sabbioni. Del medesimo, in tempo de' S. Visite ottenne il favore di erigere il Fonte Battesimale. Fu un bel privilegio per questo Paese e molto utile, giacchè in tempo invernale si rendeva  pag. 64 molto difficile il tragitto ai luoghi dov'esisteva il Battisterio. La precisa erezione data dal giorno ____. Furono fatti i Sei Candelieri grandi di legno dorati nel fogliame e colorati a bronzo nel resto: e fu indorata ancora la Croce insieme ai due Lanternoni della Compagnia del Rosario ad oro di zecchino. Spesa enorme di oltre Scudi 60 per pagare la quale gli Ufficiali venderono un campo!!! Il migliore acquisto per quei tempi fu l'organo. Dico per quei tempi, perchè era cosa alquanto meravigliosa aver l'organo in campagna. Del resto fa molto desiderare di sè, e da quanto sento dire se non si avea fretta, in Perugia, si potea acquistare altr'organo di maggior bontà e forma. Il suo autore (pag. 31) è Luigi Catarinozzi di Ficulle, Diocesi di Subiaco.⁠b La spesa fu molto mite, importo Sc. ____ rivela il merito dell'artista e dell'opera. La Orghestra fu fatta grande, forse troppo larga: importò Sc. ____. Molto legname fu ricevuto in dono. Cooperò molto a questa opera Gentile Onori di questa Parrocchia, impegnato sempre in tutte le cose che riguardono il bene della nostra patria. Al tempo di questo Parroco fu eseguita la permuta de' terreni parrocchiali ch'erano a Fabbri con la casa e casalino che sta dinanzi all'abitazione parrocchiale, la quale apparteneva ad un tale ____ di questo Castello. L'acquisto d'una casa ad uso del colono giacché questa Parrocchia non la possedeva fu cosa ottima, sembra però che questa rimanesse di poi troppo sprovvista di terreni, e difatti quelli che possiede al presente non sono sufficienti, nè al mantenimento d'un colono, e quel ch'è peggio, del Parroco. È male ancora non rimanere una carta, una memoria autentica di questa permuta. Il Parroco Nardeschi era molto divoto della Vergine SS. Addolorata, e prese molto a cuore a dilatarne la devozione. Onde provvedere alla festa e alle funzioni, creò delle Priore che si occupassero di raccoglier elemosine, invitò ad ascriversi le persone dell'uno e dell'altro sesso, perchè avessero somministrato quanto era necessario al suo culto. Nel 1854 provvide  pag. 65 una Statua dell'Addolorata di mediana altezza, e con molta solennità ne fece la inaugurazione. Il popolo assecondava il Parroco e frequenti tridui ordinava all'altare dell'Addolorata ne' bisogni e nelle infermità. Questa pratica dura tuttora. Era molto zelante della riverenza dovuta alla Chiesa, la esigeva ed era obbedito. Curò che il suo gregge, oltre che per sè medesimo, venisse pasciuto nello spirito, specialmente con predicazioni straordinarie. Compiva i suoi doveri e funzioni parrocchiali con impegno e criterio, onde era stimato ed amato dai suoi figliani. Non volle consumare in Cannaiola la sua vita e perciò ne dimise il governo nell'anno 1856.

1856 P. Cirillo da Onano Min. Rif. Non essendosi trovato subito un Successore Titolare al Nardeschi, vi fu introdotto il nominato P. Cirillo in qualità di Economo: sembrava che dovesse essere per qualche mese e si giunse a sei anni e mezzo. Siccome questa Parrocchia è di Iuspatronato del popolo si aprirono i Concorsi per avere il Novello Parroco, ma ora si eleggevano e non accettavano, ed ora non si trovavano affatto si arrivò fino al 1863, senza che si fosse potuto trovare chi n'assumesse la direzione; quando per imperscrutabile disegno di Dio vi fui nominato io, e ciecamente accettai, sapendo, che questa era la volontà di Dio. In quest'intervallo adunque provvisoriamente assistì la Parrocchia il sopralodato P. Cirillo. Egli pure è tuttora vivente ed è Cappellano principale al Santuario di N. S. Ausiliatrice de' Cristiani. Mi dicono che nel governo procedè con modi alquanto duri, ma il suo cuore era eccellente e buono non guardava allo spendere quando trattavasi di fare del bene e soccorrere persone bisognose. Spiegò una cura particolare nell'istruzione della gioventù: consumava le sue giornate nel fare la scuola ai giovinetti e anche a qualche fanciulla che vide di talento, e ne ottenne dei frutti, imperocchè alla mia venuta, trovai molti giovani bene istruiti nel leggere e anche nel canto corale, onde si è potuto cantare comodamente la Messa solenne nelle varie occorrenze. Durante il suo ministero, e colla sua cooperazione, si fece la Cappella di Ms.  pag. 66 Monticelli, lasciata all'Addolorata, e l'altra di prospetto del SS. Rosario, restaurato sul modello di quella. Come abbiamo visto a pag. 36, questo fu lavoro importante, che ridusse la Chiesa Parrocchiale a forma più simmetrica e decorosa. Il P. Cirillo fu Economo a tutto l'anno 1863. Al principio del

1864, Io Pietro Bonilli cominciai la mia carriera di Curato in Cannaiola. Il principio e lo svolgimento della medesima può vedersi, da chi lo vuole, alla Parte II di questa mia meschina opera.


Note Thayer:

a L'ampliamento della chiesa è stato descritto in dettaglio sopra, pag. 26, con una pianta.

b Due misteri.

A meno che non si tratti di una piccolissima località sperduta nella campagna abruzzese, c'è soltanto una Ficulle — comune umbro (anzi, un posto interessante e piacevole) a cento chilometri dai più prossimi confini dell'Abruzzo, che faceva parte della diocesi umbro-laziale di Orvieto.

Peraltro, mio coeditore Franco Spellani, storico trevano godendo da anni e anni rissorse locali approfondite, non trova traccia né dell'organo, né dell'organaro.


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Pagina aggiornata: 5 Lug 25

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