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Parte I Capo 5

Questa pagina riproduce una parte di

Memorie storiche di Cannaiola

di
Pietro Bonilli

dattiloscritto
dal manoscritto originale

Il testo è nel pubblico dominio.

Questa pagina è stata attentamente riletta
e la credo senza errori.
Ciò nonostante, se vi trovate un errore,
vi prego di farmelo sapere!

seguente:

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Parte I Capo 7

Parte I

 pag. 66  Capo VI

Patrimonio Parrocchiale

Alla trattazione dei Parrochi dimorati in Cannaiola stimo conveniente aggiunger subito l'esposizione di fondi che costituiscono il loro Patrimonio. Le chiacchiere saranno un pò lunghe, ma il risultato sarà assai scarso: ci vorrà una scrittura alquanto estesa a descriverli ma la somma del fruttato sarà ben magra. Esporrò adunque primieramente le Entrate che in antico costituivano la dote di questa Parrocchia, e secondariamente quelle che la formano al presente.

Entrate della Parrocchia in tempi antichi

Dopo aver dato uno sguardo al più antico e dettagliato inventario1 fatto dal Parroco Renzi nel 1729 si potrebbe dedurre che questa Parrocchia se non ricca fosse dal lato finanziario sufficiente Parrocchia gli appezzamenti che ci ho veduti  pag. 67 descritti; sommano a nientemeno che trentaquattro coll'annuo fruttato: Grano Coppe 14½ — Mistumi Coppe 7. Mosto Some 18. Ghianda Coppe 7. Fieno Mezza Soma. Decimo Coppe 16. Sarebbe un improba fatica stante le variazioni di confinanti e vocaboli confrontare se l'attuale possidenza sia uguale all'antica. Non mi ci sono potuto decidere e d'altronde di poco vantaggio sarebbe. Ivi si dice che possedesse un Censo di Sc. 12,50 ma al presente non se ne ha memoria. Non vi viene però notato l'Oliveto che al presente si possiede.

Le spese poi sommavano così: Dazi Sc. 1,55. Per la Candelora Sc. 2,25. Cera per le Messe Sc. 1,50. Congregazione de' Curati Sc. 1,50. Dazi Torrenti Sc. 2. Mantenimento de' terreni e coltivazione Sc. 6. Messe Sc. 10. Festa di S. Marice Sc. 2. Per la Sacra Visita Sc. 3. Totale Sc. 29,80.

In quanto agl'immobili ne descrive alcuni lasciati dal Parroco Marinangeli ma di poca entità. A quel tempo però dovevano ben servire.

Ho consultato l'ultimo inventario fatto dal Parroco Bartolini nel 1829. Descrive venti appezzamenti di terra e l'uliveto.⁠a Non so se ci comprende alcuni fondi posseduti a Fabbri, i quali al presente più non si hanno, essendo stati permutati dal Parroco Nardeschi colla Casa Colonica ed altro appezzamento annesso (Pag. 64)º. I fondi descritti dal Bartolini danno in misura Rubbia 2 Tavole 56 e Centes. 90. Viti 200 e Propagini 60. L'Oliveto avea piantoni N. 22. Il Riepilogo del frutteto è il seguente. Dai beni stabili Sc. 29,50. Dalle terre locate Scudi 10. Dai censi bai: 80. Dalle Decime Rubbie Tre e Mezzo, o Coppe 14. Sc. 28. Dall'olio bocc. 7 Sc. 1,75. Totale Sc. 91,05.

All'infuori dei Dazi e delle Messe pro populo e legatorie non descrive altra passività pel Curato. In quanto a mobili sembra che possedesse questo bellissimo corredo: Tre tavolini e un cassabanco vecchi.

 pag. 68  Descrizione de' Beni posseduti dalla Parrocchia nell'Anno 1864

Casa Parrocchiale

La Casa Parrocchiale o Canonica per abitazione del Curato è contigua alla medesima Chiesa presso suoi lati ben noti e manifesti cioè a Levante la Piazza; a Mezzogiorno l'orto del Parroco istesso; a Ponente i beni del Monastero di S. Lucia; a Tramontana la Sacrestia Vecchia della Chiesa. Essa è fatta di mattoni e sassi; di altezza Metri ____ e di larghezza M. ____. Ha una porta sola d'ingresso verso la piazza. Non conto l'altra che sebbene murata conserva all'esterno le imposte di legno. Si chiude a chiave e a saliscendi e al di dentro a sbarra con braccio di ferro. È a due battute in buono stato. Nel fondo vi sono quattro vani, uno però aperto da due parti: vi si accede per una porta grande a due battute che si chiude con pensolo e catenaccio, ma tutta sgangherata. Nel vano aperto v'è il luogo per porre le cassette per stringer le uva. Nel 2o vi sono le canali a mattoni ben spaziose con pozzuolo da ricevere il mosto. Tre finestruole che chiudonsi con sportelli di legno gli danno la luce. Un cancello ferma la porta che mette al 3o vano. Una scala di legno conduce al piano superiore: e due finestre con esile crociera di ferro s'aprono nella parete di ponente. V'è qui un piccolo spazio selciato, il piano degli altri tre vani è terra battuta. Il 4o è detto dispensa: ha una porta in buono stato, e una finestra con inferriata e graticcia. È fatta a volta reale e il piancito di mattoni, ma è umidissima. Nel piano superiore la 1a stanza che trovasi entrando è detta sala. È a soffitto di pianelle con piancito a mattoni tutti rotti. Ha due finestre con cristalli con sportelli dentro e ferri ma vecchi e malconci. A destra della sala nel mezzo s'apre la porta che  pag. 69 conduce in cuscina. Vi sono due finestre a cristalli ma con sportelli solamente interni: ha il focolare, fornelli e sciacquatoio. Una apertura detta cateratta nel pavimento mette ai fondi. Questo vano non è soffittato. Un corridoio strettissimo porta in Chiesa e ad altri due vani ben piccoli che hanno ognuno una porta ed una finestra a cristalli con sportelli solamente al di dentro in istato pessimo. La comunicazione della casa colla Chiesa è chiusa da porta che è fermata da braccio di ferro. Non si potrà omettere il verso che esiste in questa casa, situato dietro i vani testè descritti. A sinistra della sala s'aprono due porte. Una a ponente mette in una stanza soffittata, con finestra ad una sola battuta, cristalli, e sportello che si chiude al di fuori, molto rozza. V'è un armadio praticato nel muro a varie scansie per riporre biancheria, piatti e simili. L'altra porta mette ad altra stanza, forse la migliore di tutta la casa, anch'essa a soffitto ma con pavimento ineguale e rappezzato. Ha una finestra con cristalli, e sportelli entro e fuori; un armadio fatto sul muro a più piani ordini per riporre libri. Da questa stanza per una porta s'entra in un'altra volta a mezzogiorno. Ha finestra con cristalli, sportello interno ed esterno malconci; soffitto a pianelle e buon mattonato. Il vano però con poco criterio è stato fatto in piccole proporzioni per la larghezza e perciò è poco servibile. Innanzi alla Casa parrocchiale esiste una loggia coperta da tettoia per la quale si ha l'accesso alla porta d'entrata. Contiguo alla loggia esiste il pozzo profondo Met. 5 e largo M. 12. L'acqua è di sorgente indefettibile e potabile. Entro il recinto dell'orto prossima al pozzo evvi una vaschetta che si approvigiona coll'acqua di scolo de' tetti, per lavare panni.

Si dee notare che il Parroco ha il forno per cuocere il pane. Esisteva già attiguo alla loggia con la volta e praticata in un muro della sala, ma gli fu cambiato sito troppo sconveniente essendo avere il forno nella stanza principale  pag. 70 della Casa. Fu portato sotto alla Capanna del Colono: è ben formato e di giusta grandezza, ma per esser troppo esposto al comodo di tutti, convien troppo frequentemente risarcirlo.

Cose mobili della Casa Parrocchiale

Tavolini uno, a quattro gambe per uso di cucina in buono stato.

Credenze due: Una fissa al tracantone della sala dal pavimento al soffitto a più ordini, si chiude con sportelli e serratura. L'altra mobile di legno in buono stato a due vani con sportelli che si chiudono come sopra.

Lettiere una di legno ad una piazza.

Casa Colonica

Possiede questa Parrocchia anche una Casa Colonica ed è molto vantaggioso tanto più che è prossima alla Parrocchiale. A levante ha il casalino a Mezzogiorno pastine di piante tutto proprio della Parrocchia, a Ponente è contigua alla Casa Politangeli, a Tramontana l'aia anche questa propria. Vi si accede per mezzo d'una loggia coperta: nel primo piano vi sono cinque stanze senza soffitto ma impianellate eccettuata una. Nel piano terreno vi sono altrettanti quello superiore ad uso di stalle. Ha porte e finestre corrispondenti, parte in sufficiente stato e parte in mediocre. Sull'aia che è di semplice terra battuta esiste una Capanna coperta a coppi per custodire carri, legnami e simili.

La Casa Colonica non ha mobile veruno.

Casa ad uso di Fienile

In Voc. S. Angelo Nuovo, portante il N. di Mappa 571, attigua alla Strada publica si ha ancora un altro posto di Case, rifabbricatene  pag. 71 i due muri laterali nel 186__. Serve per riporre il fieno. Sono stato pressato ad accomodarla ad uso di abitazione; non mi ci sono indotto e non mi c'indurrò giammai per non accrescer di famiglie maggiori la Parrocchia. Questa essa è composta di tre vani; uno libero da terra al tetto, e gli altri due intramezzati da un piancito molto mal ridotto.

Beni Stabili

1o Appezzamento
698

Mappa Cannaiola. Terreno ortivo

Voc. S. Angelo Nuovo

Confinante: Strada, Casa Parrocchiale e Monastero di S. Lucia

Alberi Vitati Vecchi 2
Viti pergolate 10
Pomiferi Prugni giovani 2
Fichi cadenti 1
2o Appezzamento
244 Rata di Terra dietro la casa colonica.
Voc. S. Angelo N. Confinante da Sud. Casa e Strada
Alberi in vivai 190
3o Appezzamento
237 Terreno Seminativo Voc. S. Angiolo.
Confinanti Strada Ubaldi e Trellini
Alberi Vitate Adulti 22
242 Pomif. 6 Vecchi 4
243 Pere 1 Propagini 18
243 Alberetti in vivaio 140
4o Appezzamento
587 Terra ortiva Voc. S. Angiolo N.
Conf. Strada, Arredi
Alberi vitati 1
nudi giovani 2
Moro gelsi vecchi 2
Tralci in vivaio 112
5o Appezzamento
570 Terr. Seminativo. Voc. Renacci.
Conf. Arredi e Dignità Renzi
Alberi Vitate Adulti 9
 pag. 72  Nudi giovani 10
Moro gels. Vecc. 2
6o Appezzamento
563 Terr. Seminativo Voc. Rinacci
Confinan. Sdei, Petrini Pergolari Dragoni
Alberi vitati Cadent. 19
Nudi Giovv. 26
Pioppi 5
7o Appezzamento
182 Terreno seminativo Voc. S. Angelo Vecchio
Conf. Renzi, Stimmate e Cappella del Rosario
Alberi Vitate Vecch. 1
Nudi Nuovi 5
8o Appezzamento
374 Terreno seminativo Voc. S. Angelo V;
Conf. Strada, Trellini, Angelucci e Monast. S. Chiara
Alberi Vitate cadent 11
Medi Nuovi 19
Pom. Eschio 1
Pioppi Vecchi 5
9o Appezzamento
731 Terreno Prativo Vocab. S. Angelo V.
Conf. Monastero di S. Chiara Mignozzi Tramp.
" " "
10o Appezzamento
390 Terreno Prativo Voc. S. Angelo V.
Conf. Fiumicello di Prati. Benf. di S. Antonio, di S. Piet. e Proleg. Cesta
" " "
11o Appezzamento
396 Terreno Prativo Voc. S. Angelo V.
Conf. Monastero di S. Chiara Rossi e Proietti
" " "
12o Appezzamento
205 Terreno Seminativo Voc. Casa Ricciola
Conf. Confini di S. Lorenzo Bartolini da due e Dignità Renzi
Alb. Vitate Giov. 7
Vecch. 14
 pag. 73  Prop. 16
Nudi 6
13o Appezzamento
450 Terreno seminativo Voc. Alvanaia
Conf. Strada Matteoni e Parrocchia di S. Lucia
Alberi Vitate Giovani 18
nudi Giovani 17
14o Appezzamento
357 Terreno seminativo Voc. S. Angelo
Conf. Comune di Cannaiola. Petrini Angelucci Capp. di S. Ant. e Proietti
Alberi Vitate Giovani 22
Cadenti 17
Nudi Giovani 20
15o Appezzamento
1294 Terr. Seminativo Voc. S. Angelo
Conf. Pietrolini Stecchi, Rossi e Sacrestia S. Emiliano di Trevi
Alberi Vitate Vecchi 3
D. 3
16o Appezzamento
1384 Terr. Seminativo Voc. Pascoli di Cannaiola
Conf. Alveo, Ospedale e Gian fondati
Alberi Vitate Giovani 9
Cadenti 8
Nudi nuovi e adulti 71
17o Appezzamento
410 Terreno Seminativo Voc. Pascoli di Cannaiola
Conf. Alveo e Stecchi
Alberi Vitate Giovani 10
Quercie 3
18o Appezzamento
122 Terr. Seminativo Voc. S. Angelo
Conf. Strada Benefo di S. Croce e Renzi.
Alberi Nudi Giovani 25
19o Appezzamento
380 Terr. Seminativo Voc. S. Angelo
Conf. Strada Giardini Paoletti
" " " "
381 Catasti " " " "
386 " " " "
 pag. 74  20o Appezzamento
1370 Terr. Prativo Voc. S. Angelo V.
Conf. Placidi
Alberi Nudi Giovan. 25
D5.3
21o Appezzamento
1486 Terr. Seminativo Vocab. Fiumicello.
Conf. Fiumicello e Paolini
Alberi Nudi Giovani D1.55
22o Appezzamento
1173 Terr. Sodivo Voc. Paduli
Conf. Balami — Ospedale
Alberi Nudi Giovani 25
23o Appezzamento
1107
1095
Terr. Prativo Voc. Paduli
Conf. Pila; Sgaviglia Petrini, Ciardi, Ospedale
Alberi Nudi Giovani D 23
24o Appezzamento
978 Terr. Seminativo Voc. Benaccioli
Conf. Strada Monastero di S. Lucia, Trampetti e Ciaffoni
Alberi Vitate Giovani 30
Vecchi 70
Propag. 60
Nudi Adulti 14
Querc. 2
25o Appezzamento
738 Terreno Seminativo Voc. Renaccioli
Conf. Strada Capp. Di Cerreto
Ciaffoni e Bernardi
Alberi Vitate Giovan. 9
Propag. 20
Nudi Adulti 5
26o Appezzamento
26 Mappa Bovara. Terreno Oliveto Voc. Alvanischio,
Conf. Strada, Eusebi Gaudenzi Sabatini
Oleiferi Ceppaci Fusti 2
Giovani 3

 pag. 75  Riepilogando la Parrocchia di Cannaiola possiede adunque N. 26 Appezzamenti di terreno, nel totale di Misura Colle Arborature seguenti

Da Vite 586
Da Foraggio 11
Pomifere 11
Ghiandifere 9
Serifiche 4
Oleifere 27
Vivaio Viti 112
It. Alberi 330
Arboratura totale 1090

Ecco quanto mi è venuto fatto ricavare dall'Inventario compiutosi nel prender possesso di questa Parrocchia dal Perito Bichelli di Monte­falco. Questi dopo aver esaminato bene la qualità della terra e lo stato in cui trovavansi i fondi di questa Cura m'intuonò una brutta Antifona. Parti da Cannaiola altrimenti ti morrai di fame. Ho dovuto accorgermi dopo col fatto che il Bichelli non isbagliava! Imperocchè non già che manchi il necessario ad un ministro di Dio, il quale abbandonato per seguir la divina vocazione, ogni commercio ed industria umana, non è mai abbandonato dalla Provvidenza che gli fornisce sempre i mezzi per vivere; ma è certo che se non ci fosse questo inesauribile magazzino la Parrocchia di Cannaiola non frutta abbastanza per mantener decorosamente la vita. Nè può essere altrimenti; imperocchè se non si semina non si raccoglie. Ora la Semente di questi fondi, anche dopo aver messo a coltivazione alcuni prati è di circa Nove coppe. Misura ben meschina se si considerano specialmente le altre Parrocchie. Di più, dando anche un occhiata agli appezzamenti che abbiamo descritti, quanto vuoto non vi abbiamo scorto. Si può dire che appena la metà sono piantati a dovere: di necessità bisogna raccoglier poco. In ultimo la posizione de' terreni finisce di peggiorare lo stato di questi stabili, già di per se abbastanza meschino. Altri sono situati in parte dove abbonda l'argilla e sono perciò sterili. Gli altri che pure s'incontrerebbero in  pag. 76 terra feconda, sono devastati dalle inondazioni le quali o vi affogano la semente, o la viziano quando ha già fruttificato. Ma per venire al dettaglio tanto del fruttato che possono rendere i descritti stabili, quanto de' pesi che li gravono, esporrò per non errare la media d'un triennio o meglio d'un sessennio. Dal 1864 adunque al 1870. Ecco quanto la Parrocchia ha fruttato ne' varii generi, stimati al prezzo medio corrente non legale, ma possibilmente, di piazza.

Grano Coppe 15 a £ 20 C. £ 300
Granoturco C. 2 a £ 12 £   24
Favetta C. 3 a £ 9 £   27
Biede e mistumi £   30
Canape Decime 6 £   15
Mosto Some 4 a £ 25 £ 100
Olio Caldarelli 1½ £   30
Totale £ 526

Un forte rincalzo vien portato a questa somma come ognun vede meschina dalle Decime che il Parroco ha diritto riscuotere dal popolo. È un entrata questa molto guadagnata parlando solo la difficoltà ed incertezza della riscossione. Il Governo Piemontese, installandosi nelle Provincie Pontificie, fin dal 1860 abolì ne' Parrochi il diritto di decimare e loro ne accordò un compenso. Se fosse stata presa questa determinazione dalla legittima autorità non si sarebbe potuta far cosa più comoda ai poveri Curati i quali d'altronde vedevano sfumare le loro decime ogni anno in buona parte. Vero è che anche con questi altri nuovi Debitori che chiamansi Governo Italiano le Decime tra breve sfumeranno pienamente perchè si troverà (1874) in condizioni finanziarie terribili e per suo ben noto amore al povero basso Clero fino ad ora però le cose sono marciate passabilmente bene. Al mio pervenire in Parrocchia colle debite licenze dell'Autorità Ecclesiastica chiesi il compenso delle Decime e dopo molte cure mi assegnarono lire Trecento da  pag. 77 cui diffalcata una Tassa di Ricchezza Mobile in £ 30 restane £ 270; somma che approssimasi al valore delle Decime che riscuotevansi. Affinchè non perisca la memoria della quantità che pagavasi da ciascuna Famiglia riporterò in una Nota a pag. ____ l'elenco di quelle che ultime pagarono nell'anno 1860.

All'infuori delle notate questa Parrocchia non ha altra entrata. Si sarà avvertito non trovarsi registrate i prati di un censo che figurano pure nell'inventario Bartolini. Ma in realtà io non ne ho trovato vestigio. Sembra che colla morte di questo Parroco cessasse ogni pagamento per mancanza d'Istromenti di fondazione.

Esaminiamo ora l'Esito derivante dai pesi e spese inerenti alla Parrocchia. Eccone l'Epilogo:

Messe Pro Populo in media n. 84 £  84
Messe de' legati n. 19 £  19
Dazi Reali Comunali e Provinciali
It. sulla Mano-Morta £  16
It. sui Torrenti £  18
It. sui Fabbricati £   7
It. sulla Ricchezza Mobile £  30
It. sul Bestiame £   6
Per la Candelora £  15
Festa di S. Michele Arcangelo £  20
Manutenzione de' terreni £  20
Salario ad un famiglio non contata per spese, annualmente £ 100
Dazio sul macinato £  12
Totale £ 347

da qual somma dedotta dall'Introito sopra descritto lo riduce a £ 479.

Questo computo è accertato e tanto rimane al mantenimento del Parroco. Per un unico mezzo a vivere si è dopo la Provvidenza aver del Capitale e trafficarlo ne' bestiami da mettersi  pag. 78 nella colonia e buona salute onde possa quotidianamente percepire l'elemosina della Messa. Altrimenti convien mangiare il pan duro da mane a sera. Il più doloroso in queste strettezze si è, lo dico coram Deo, l'impotenza far elemosine, togliere scandali, provveder le famiglie bisognose di biancherie e letti, rifornir la Chiesa di oggetti e suppellettili sacre, dispensar libri, imagini ed altri doni nella ricorrenza di solennità, promuovere tante opere buone sia in Parrocchia che fuori che attendano la cooperazione del Clero. Per scongiurar dunque questa scarsezza mi son messo nell'impegno di accrescer più che sia possibile il fruttato della Parrocchia. Ho procurato venir piantando ed alberi e propagini ne' terreni in cui mancano, ma non si può far con quell'abbondanza che si desidera stante il provvedere ad altri bisogni. Mio pensiero principale è il formare una vigna, onde raccogliere mosto in copia, giacchè i vini sono addivenuti carissimi. Vi ho posto già mano (vedi pag. 142)º e spero che un esito felice coronerà i miei sforzi.

Raccomando ai miei Successori di attendere al bonificio de' beni parrocchiali. È quest'un opera non puramente terrena. Imperocchè da un Curato pio e dotto dipende assaissimo il buon andamento de' parrocchiani e la salvezza di tante anime. Ora se il patrimonio parrocchiale è scarso, misero, se vi si muore di fame, come si potranno avere soggetti idonei. Dipendendo il conseguimento d'una Parrocchia dal libero concorso che sarà nella moltitudine di queste sedi vacanti, come ora avviene; verrà sceglier una che se non sprovvista del tutto fornisce a stento il congruo per sè e pel suo simile? Questo riflesso se milita per ogni genere di Parrocchia in questa di Cannaiola a più forte ragione per esser popolazione numerosa, una delle più grande di questi contorni, per esser indigente, bisognosa di molta cura e sollecitudine e perciò esige soggetti dotati di zelo, pietà e scienza. Che io poi senz'essere già fornito di talenti, vi sia concorso, vi sia rimasto  pag. 79 e perduri a starvi è un secreto che non fa mestieri rilevare, tanto poco importa quel che mi riguarda.


Note dell'autore:

1 Nell'anno 1580 trovo che avea in estimo Sc. 285 e in Censi e Decime Sc. 100.


Nota di Thayer:

a Il testo ci lascerebbe pensare che si tratti di 20 appezzamenti di terreno con ulivi: ma sul fondo valle è impossibile. Più sotto si specifica che l'uliveto aveva 22 alberi (piantoni), quindi poco più di un orto di famiglia. Dovrebbe trattarsi di venti appezzamenti di terreno — seminativo — e l'Uliveto. Nel linguaggio locale corrente "terra" è perfettamente comprensibile: s'intende "terreno seminativo".


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