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Anno 1866

Questa pagina riproduce una parte di

Memorie storiche di Cannaiola

di
Pietro Bonilli

dattiloscritto
dal manoscritto originale

Il testo è nel pubblico dominio.

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seguente:

[ALT dell'immagine: (collegamento alla parte seguente)]
Anno 1868

Parte II

 pag. 126  Anno 1867

Provvista d'un Cappellano. Ne' primi giorni del nuovo anno fu messa in esecuzione la legge di dispersione degli Ordini Religiosi. Presi quest'occasione per provvedere d'un Sacerdote stabile la Cappellania del Rosario. Mancatomi un tale, mio amico fin dall'Infanzia, dovetti rassegnarmi a prendere in tale ufficio il P. Pietro da S. Salvatore Min. Rif. il quale però non vi rimase che a tutto Agosto di questo medesimo anno.

Morte di M. Arnaldi. Il dì 28 Febbraio cessò di vivere il nostro zelantissimo Arcivescovo Mons. Arnaldi. Fu uomo di genio, intraprendente, attivissimo, strenuo difensore della S. Chiesa in questi mal­augurati tempi. A me fece del gran bene: fin da quando ero nel Collegio di Trevi mi prediligeva, mi volle in Seminario, e mi fece degno dell'inestimabile beneficio dell'esentarmi dalla Leva Militare. Sia pace in eterno all'anima sua!

Nella Primavera furono piantati alcuni campi della Parrocchia ma con esito poco felice.

Nomina alla Scuola di Cannaiola. Nell'Agosto il Comune di Trevi secondando le mire del Governo, che vuol togliere i 17 milioni d'inalfabeti, aprì il Concorso per dare un Maestro elementare a Cannaiola. Poveretto non avea il merito dell'iniziativa. Oltre il mio predecessore P. Cirillo, come ho detto già a suo tempo, io dai primi giorni di ministero parrocchiale facevo scuola a molti giovani, con buon successo e senza paga. Considerando che niun bene, e forse molto male, può provenire da un Maestro alla moderna in una Parrocchia, mi decisi a concorrervi. Per loro bontà, i Consiglieri mi furono favorevoli; nel dì 22 Ottobre fui eletto. Ma nella lettera di  pag. 127 nomina era una condizione sine qua non di ottenere la Patente di Maestro: l'impiccio era che ad ottenerla si doveano dare gli esami entro otto giorni a Perugia. Che fare? le materie da esporsi non erano poche; gli esaminatori, niente indulgenti: ma decisi di partire. La prova andò bene in tutte le materie, meno una, la pedagogia, importataci con molta burbanza e fasto dai Piemontesi. Mi esaminò un tal Meliga, che credeva il suo fortissimo, la Pedagogia: mi sembrò rispondere sufficientemente: ma nello scrutinio fui trovato minus habens per cui in un altro anno dovea ripeter questa materia. Questa sorte, meno uno toccò a tutti gli altri, una ventina circa di esaminandi. Con tal risultato di esame compitevami la patente come la dicono, provvisoria, la definitiva sarebbe venuta dopo esser passato nel prossimo anno nella materia mancante. L'attesi invano per molti mesi, onde capito il gergo, non volli aver più parte con simile gente. Qui poi venne Maestro un tal giovinastro . . . che . . . Al finir dell'anno ritornò ai suoi monti. I suoi successori sono stati passabili. Perchè non guastino il paese e la gioventù, io ho trattato coloro con intimità e benevolenza. Questo modo di governarsi risultati eccellenti.


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Pagina aggiornata: 5 Lug 25

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