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Anno 1870

Questa pagina riproduce una parte di

Memorie storiche di Cannaiola

di
Pietro Bonilli

dattiloscritto
dal manoscritto originale

Il testo è nel pubblico dominio.

Questa pagina è stata attentamente riletta
e la credo senza errori.
Ciò nonostante, se vi trovate un errore,
vi prego di farmelo sapere!

seguente:

[ALT dell'immagine: (collegamento alla parte seguente)]
Anno 1872

Parte II

 pag. 137  Anno 1871

Visita quotidiana alla Chiesa. In qualche Parrocchia bene ordinata aveva osservato una pratica salutare; in ogni sera il popolo si raccoglie in Chiesa, chiamatovi dal Parroco col publico segno della campana, ad attendere a devoti esercizii. Leggendo le preziose opere di S. Alfonso de' Liguori, aveva osservato, che inculcava sovente questa santa pratica onde affezionare il popolo all'orazione, indispensabile alla salute eterna. Mi stava sommamente a cuore introdurre il medesimo costume in questa Parrocchia. Per dargli una forma, mi determinai presentarlo qual Visita da farsi al SS. Sacramento, poi siccome m'è grato, che la S. Famiglia abbia continuo culto divisai associarvi la Visita a Maria SS.ma e a S. Giuseppe. Stabilito quì essendo l'Apostolato della preghiera non si doveano omettere le preghiere che giornalmente ogni ascritto s'è impegnato osservare. La parte più interessante di quest'esercizio, io la volea far consistere in una breve Meditazione sulle verità eterne, ma per non esser indiscreto, ne' soli tempi in cui i parrocchiani non fossero stati gravati da faccende. Su quest'idea si aggirò l'Allocuzione che feci al popolo il 1o dì di Gennaio per fargli nota la novella pia pratica che intendeva introdurre in Parrocchia. Le mie parole furono ben accolte, ed ebbi la consolazione di veder, specialmente nell'inverno e in tempo piovoso, molte persone a far la visita alla S. Famiglia ogni giorno. È vero ch'è una forte legaccia pel Parroco, ma è con molta usura compensata dal quotidiano tributo di lode che si rende al Dio nascosto nel tabernacolo dell'amore.

 pag. 138  Prediche e funzioni nella Quaresima. Tra i lavori dovuti eseguire nella fabbrica della Chiesa fuvvi ancora il pulpito il vecchio non essendo più rispondente alla proprietà della medesima rinnovata. Pensai d'inaugurarlo io. Nella Quaresima adunque di quest'anno feci un corso di Prediche formali, scritte e bene imparate, in ogni giorno festivo. Non fu piccola fatica per me avvezzo a predicare a braccio. L'ora della predica fu stabilita immediatamente dopo l'ultima Messa. Sebbene in generale l'uditorio mi desse consolazione, patì per alquanti giovinastri, i quali nonostante replicati avvisi, partivano quando incominciava la Predica. Non era poco amaro boccone per me salire in pulpito per predicare, e vedere alcuni uscir dalla Chiesa quia nolebant audire.a

Due straordinarie funzioni si eseguirono nella Quaresima. La prima fu la consacrazione della Parrocchia, insieme a tutta la Diocesi Spoletina, al Sacro Cuore di Gesù. Il P. Maresca Barnabita Direttore per l'Italia dell'Apostolato della Preghiera, avea concepita l'idea di far consacrare tutta l'Italia all'amabilissimo Cuore. S'era indirizzato dunque ai cattolici italiani, perchè l'alto favore fosse conceduto dai rispettivi Vescovi. Anche in Cannaiola fu firmata l'Istanza opportuna e per la solenne cerimonia fu stabilita il 19 di Marzo, sacro a S. Giuseppe. Fu preceduto da un devoto Triduo in cui spiegai la natura ed i vantaggi della Consacrazione da farsi. Nel giorno poi stabilito, esposto il Venerabile, si venne all'atto solenne. Io stesso ebbi la consolazione di consacrare questa mia Parrocchia al SS. Cuore di Gesù.

L'altra funzione si tenne il Venerdì Santo: è un complesso di preghiere, di cantici e di prediche in onore di Maria SS. Desolata: consiste nel tener compagnia all'Addolorata in quell'ore che passò dalla Morte del Figlio alla Risurrezione di Lui. Io feci i discorsi, il P. Leto Cappellano diresse il canto. La cerimonia sia per la sua novità, sia per l'addobbo straordinario funebre della Chiesa, attrasse una popolo così fatto che era diventate troppo anguste le pareti del tempio.

 pag. 139  Rinunzia alla Parrocchia di S. Lorenzo. Nel giorno 27 Febbraio era passato agli eterni riposi il Parroco di S. Lorenzo. Quei popolani che hanno diritto di nominare il Parroco, molte volte e con viva insistenza, mi sollecitavano ad assumere quella carica. Dal lato finanziario avrei fatto un bel guadagno: paese piccolo, entrate grosse avrebbero attirato chiunque e qualche mezza intenzione vennesi di andarlo ad occupare: ma sembrando esser volontà di Dio ch'io rimanga in Cannaiola, vi rinunziai. In questo senso scrissi alla Deputazione di S. Lorenzo, e non pensai più ad altro che a coltivar sempre meglio la mia vigna.

Festa di S. Marice. Ed occasione di travagliare me lo porse il progetto di fare una straordinaria festa in onore di S. Marice; la quale oltre all'onore del Santo dovesse servire ad inaugurare la Chiesa restaurata, come abbiamo sopradescritto. Siccome io era quello ch'avea condotto a compimento il primo disegno, così mi dovetti sobbarcare anch'io a quest'altro che n'era corona. Prevedea i fastidii che m'avrebbe portato, ma pensando ch'erano gli ultimi, mi ci sottoposi. Cannaiola non ha soggetti che possino concepire ed eseguire una festa esaltante; il Parroco che la vuol eseguire, bisogna che diriga tutto e tutti. Fatiche erculee! Dopo aver raccolto una sufficiente somma, sia con sottoscrizione, sia con questue straordinarie, fu steso il programma della festa. Lo trascrivo dal Manifesto a stampa, per risparmiare descrizioni.

Ne' giorni 25, 26, 27 Maggio devoto Triduo.

Nel dì 8 all'ore 10 ant. Messa solenne in musica del Sig. Ercole Signoretti, Maestro di musica di Trevi, seguita da splendida processione, nella quale fu portato il S. Corpo del Protettore.

Alle ore 4 pom. Benedizione, con canto delle Litanie e Tantum ergo in musica.

Alle ore 5, Cuccagna con premio al vincitore.

Alle ore 6, Corsa con fantino con premio di £ 25 al vincitore.

All'ore 8 palloni areostaticiº e fuochi d'artifizio.

Il concerto prende parte a tutte le funzioni di Chiesa, e a  pag. 140 tutti i divertimenti con scelti pezzi di musica.

Vi dovea esser anche una tombola di £ 500, ma il Governo non ne volle dar licenza.

Il programma puntualmente eseguito, riuscì di comune sodisfazione. Non posso a meno di notar ciò che piacque a preferenza d'ogni altra cosa, voglio dire il concerto e la paratura della Chiesa. La Messa cantata fu eseguita cogli strumenti, cosa non mai ricordata in Cannaiola. Il Concerto non risparmiò suonate, e le eseguì con molta perizia e diligenza. Mi sentì obligato a ringraziarlo con lettera. Piacque ancora assai la paratura della Chiesa. Era la prima volta, che il sacro tempio appariva addobbato con splendidezza e buon gusto. L'altare Maggiore, i pilastri, le arcate e colonne delle cappelle, l'orghestra erano a trine, festoni, damaschi. Di grande effetto era una grandiosa calata a colori ben armonizzati, che pendeva dall'arcone principale del presbiterio, cui davano lustro e grazia tre lampadari a cristalli faccettati. Quello però che attirava maggiormente la devozione e lo sguardo de' fedeli, era la tomba che racchiudeva il corpo di S. Marice, da un secolo non più esposto. Ivi gli abili apparitori aveano concentrato tutta la loro perizia. Veli, damaschi, trine, fermavano un'urna sormontata da volute, che chiudevano, sotto una corona, gli emblemi del martirio. Da quell'urna sembrava uscire una soave essenza, che tutta imbalsamava la chiesa; una sacra fiamma, che rianimando quell'ossa preziose, commovesse a pietà e a sentimenti celesti i fedeli adoratori. Io non potrò dimenticare la processione in cui fu portata per le strade del paese quell'urna venerata. Io ero felice, che il nostro S. Martire visitasse la Parrocchia, e la presenza di quelle sacre ossa fugasse le colpe, i vizii, e gl'infortunii. Io son certo, che quando vicino alla Chiesa, si riposò sotto un bellissimo arco trionfale, opera spontanea de' parrocchiani, e con era stata fu impartita la solenne Benedizione, il Santo Martire esultò dal cielo alla pietà de' suoi devoti, e larghi favori fece piovere sopra di essi. Oh caro giorno 28 Maggio, io non ti scorderò  pag. 141 mai più. Io ero felice nello spirito, ma non nel corpo. La notte mi recò un assalto di febbre.

25o Anniversario dell'esaltazione al trono del Sommo Pontefice. Il 16 Giugno di quest'anno, il Santo Padre Pio IX raggiungeva il 25o anno di Pontificato. Un avvenimento tale avea del prodigio, giacchè in 19 secoli questo fatto non si era mai rinnovato: tra i 256º Pontefici che hanno tenuto la cattedra di S. Pietro, nessuno avea mai raggiunto gli anni che il Principe degli Apostoli avea passati nella Sede Romana. In tutto il mondo cattolico si preparavano e si compirono perciò molte feste: e di molto più n'avevamo l'obligo noi, dell'Archidiocesi Spoletina, che l'avevamo avuto Pastore. Ma ora poteva farsi che non avesse destato le ire e gli sdegni d'un Governo sospettoso, che si sente mal sì acro nelle sue basi? Private e modeste furono dunque le dimostrazioni di affetto, che in tal circostanza solenne furono eseguite. Fu primieramente firmato un indirizzo di congratulazione al S. Padre, accompagnato da una offerta, qual poteva darsi nelle nostre strettezze. Fu quindi cantata una Messa solenne il giorno 16, anniversario dell'elezione, ed il 21o anniversario dell'Incoronazione ed applicata pel Sommo Pontefice. In ultimo la ricordanza fu chiusa, col canto del Te Deum. Siccome era stato accordato ne' due detti giorni, Indulgenza plenaria a chi si fosse accostato ai SS. Sacramenti, così molte comunioni si fecero alla intenzione di ottenere da Dio la conservazione di tanto Pontefice, ed il sollecito suo trionfo su tutti i suoi nemici, trionfo consistente nel ritorno al Padre di tanti figli traviati.

Morte di mio Padre. Il 28 Luglio fu giorno di alto lutto per la mia casa. Mio Padre Sabatino, passò all'altra vita. Era adorno delle più belle qualità. Portò il suo amore per me fino al sacrifizio. Non sapea far male a veruno, ma con tutti si diportava con amabilità e grazia senza pari. Da ciò provenne l'affezione che tutti vivissima gli portavano. Fu pieno di religione e la praticò fino all'ultimo de' suoi giorni. Per la  pag. 142 grave età di anni 76, divenuto barcollante, non si rimise dal compiere le sue devozioni; lo si vedea sebbene con difficoltà, muovere alla Chiesa per la visita giornaliera al SS. Sacramento . . . Lettore carissimo, una preghiera in suffragio dell'anima sua.

Nota di Thayer:

a Luca 10:16.


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Pagina aggiornata: 5 Lug 25

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