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Pastini rinnovati, terreno piantato. Nel Marzo furono rinnovati o fondati tre pastini di piante di olmo. Quello della Cappella del SS. Rosario, quello, quello [manca il secondo pastino?] del Parroco, prima destinato a propagini, poi toltine tutti i ceppi perchè vecchi, inutili. Nel Castello per usufruttare lo spazio rimasto dopo l'atterramento della Chiesa di s. Nicolò, furonvi messe le pianticelle di olmo. Con pianti provenienti dall'orto comprato fu piantato in terreno posto in S. Angelo Vecchio portante il numero censuario. Vi furono postiº 32 piante.
Manto per la Croce. Come si è detto sopra, al nuovo e squisito lavoro della nuova Croce, mancava il manto o benda. Rimessasi alquanto in forze la Compagnia del SS. Sacramento, ne fu curato l'acquisto. Fu presa in Roma la lama d'oro ma falso, pag. 152 quanto fu necessaria, con sue trine e quant'oltre occorreva e vi si lavorò la benda la quale riuscì di bellissimo effetto. Compreso il tutto la spesa non giunse a Cinquanta lire. Fu messa fuori per la processione della (Madonna delle?) Lacrime.
Tre coppie di ceri. In quella stessa circostanza fecero portate per la prima volta tre coppie nuove di ceri provenienti da Venezia, del peso di sedici libre ciascuna. Colà prendesi la cera a £ 1,50 la libra, non è dunque piccolo il risparmio. La spesa portò £ 76 sostenuta nella maggior parte dai Santesi di S. Antonio.
Muro nuovo intorno all'orto. Non so quanti anni siano che si declamava esser necessario fare un muro di cinta intorno all'orto della Parrocchia: ma intricati in tante altre spese era stato impossibile. L'opera sarebbe stata fatta, qualora secondo l'esposto che m'avea fatto, il Comune di Trevi avesse permesso usare della pietra del Castello, ma quei Soci Municipali non eran buoni che a portarmi a spasso. Decisi risolutamente metter mano all'opera senz'aspettar più da loro la carità. Una delle spese più forti per la costruzione del muro divisato la portavano i trasporti della pietra. Feci un dì peritosamente al popolo un appello, che qualora non fossero gravati da lavoro co' loro carri me l'avessero trasportato. Feci loro capire che in ogni viaggio sarebbero stati rimunerati con un po' di rinfresco. Non ci volle altro. Con tre spedizioni fu trasportata tutta la pietra portante tre pertiche di misura. Eppure era una bella cosa vedere a fila quindici carri per volta ad uso d'un Prete-Parroco. Quel moto, quella vista, quella sollecitudine in prestarsi pel Curato fecero l'ammirazione de' miei confratelli, che un giorno ritrovavansi all'arrivo di quel treno Merci. Sui primi del Maggio fu intrapresa la costruzione del muro e a finire del mese era compito. Io che ne volea fare un terzo semplicemente, e per l'aiuto de' parrocchiani che proseguirono a trasportare quasi gratuitamente anche l'arena e per l'abbondanza pag. 153 della pietra, lo compì del tutto. Ora l'orto ha preso tutt'altro aspetto, trovasi di qualche metro ingrandito e ben capace per i bisogni d'una famiglia. Con tutti i risparmi: fatti la spesa non è stata non è stata piccola, un Duecento trenta Lire circa, che in progresso di tempo verranno tirate dai Santesati della Parrocchia.
Una risoluzione accettata dai Frat. della Compag. del SS. Sacramento. Nell'anno passato ebbi il bene trovarmi in occasione della festa del Corpus Domini in una Parrocchia ben ordinata. In tal dì i fratelli della Compagnia del SS. Sacramento vestiti di camice, e in bell'ordine accostaronsi ai SS. Sacramenti della Confessione e della Comunione. È un punto del Regolamento. Una pratica sì edificante e bella pensai proporla a questi congregati. Finita adunque la processione nel dì del Corpus Domini esposi il mio vivo desiderio che d'ora innanzi in ciascun anno per tal circostanza tutti i fratelli e sorelle della Compagnia si accostassero in corpo alla mensa eucaristica. Piacque la proposta e di unanime consenso fu accettata. Non rimane dunque altro che io venga a suo tempo prendendo tutte le disposizioni perchè il bel progetto sia effettuato.
Benda per la Croce del SS. Sacramento. Compita l'altr'anno, come si è detto, la Croce di questa Compagnia, bisognava per fare opera compiuta adornarla del manto. Mi feci venire a tal uopo da Roma due metri di lama d'oro falso, con galloni ed altro necessario, e con la spesa di £ 35 circa, avemmo compito questo lavoro che tanto risalto dovea dare alla Croce già di per sè splendida.
Credenzone per gli utensili delle Compagnie. Molteplicati questi utensili, rimessi tutti a nuovo e a dorature, per conservarli era necessario un credenzone. Questo fu fatto addosso al muro della Sacrestia vecchia per risparmio di spesa che perciò non passò le £ 20. Si ebbe tanto risparmio perchè ancora le chiudende si fecero di tela ricoperta di carta di francia.
pag. 154 Esercizi Spirituali. L'anno in decorso era anno grande. Era l'anno Santo. Stante le vicende attuali, contrarie alla libertà della Chiesa, questo non si era aperto in Roma con le consuete forme, ma tutto il mondo cattolico il poteva lucrare ciascuno presso di se adempiendo le opere prescritte. Queste erano limitate alla visita di 4 Chiese per 15 giorni e alla recezione de' SS. Sacramenti. Affinchè tutto il mio popolo avesse fatte le visite decisi compirle processionalmente dopo la 2a Messa delle feste e dopo la funzione. Le Chiese da visitare fecero stabilite, la Parrocchiale in principio e in fine d'ogni visita; S. Antonio, e S. Fedele. Avuto riguardo alla processione che facevansi le visite fecero ristrette ad otto giorni. In questa circostanza feci ben contento de' Parrocchiani. Posso dire d'averli visti tutti alle processioni. Era un bello spettacolo veder un popolo immenso ad una voce gridare col cuor pentito: Perdono mio Dio, mio Dio perdono . . . Il più importante però, era l'adempimento dell'altro obligo, l'accostarsi ai SS. Sacramenti. Per questo invitai i due miei Confratelli Missionari, D. Paolo Co Bonaccia, e D. Giuseppe Tabarrini, i quali con un Corso di Spirituali Esercizi avessero disposto i Parrocchiani a ricevere i SS. Sacramenti. Furono cominciati il 5 Settembre e compiti il 12 do. Le mie speranze non furono deluse. Si contarono un 400 Comunioni. Si benedissero circa 30 fanciulli.
La pia Unione delle Madri Cristiane fu inaugurata il giorno 8, Sacro alla Natività di Maria SS. Di questa Società però fin dal principio dell'anno, ne avea tenuto parola con queste donne le quali spontaneamente si erano offerte ad entrarvi. In questo dì però avvenne l'impianto formale. Furono benedette ed imposte le medaglie della Pia Unione, e le ascritte in N. di 45 fecero la loro consacrazione alla Vergine. Relazione del fatto fu spedita alla Madre Cristiana, periodico Senese. Dopo la predica di Chiusura degli Esercizi, invitai gli uomini in adunanza per l'impianto di una Compagnia anche per loro, intitolata alla S. Famiglia. Risposero all'appello n. 46.
pag. 155 Furono gettate per allora le prime basi della Società da spiegarsi ed attuarsi gradatamente. In tal modo sarebbe realizzata e in Cannaiola per la prima la mia idea di rannodare in una Compagnia sola divisa in più Sezioni, le varie classi, età, stati e condizioni di persone.
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Pagina aggiornata: 5 Lug 25