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Anno 1875

Questa pagina riproduce una parte di

Memorie storiche di Cannaiola

di
Pietro Bonilli

dattiloscritto
dal manoscritto originale

Il testo è nel pubblico dominio.

Questa pagina è stata attentamente riletta
e la credo senza errori.
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seguente:

[ALT dell'immagine: (collegamento alla parte seguente)]
Anno 1877

Parte II

 pag. 155  Anno 1876

Adunanze serali per gli uomini. Il progetto della Pia Unione superiormente annunciato fu messo in esecuzione al principio del nuovo anno. Il giorno dell'Epifania si tenne la prima adunanza. Ogni Sabato a sera avrebbero avuto luogo in seguito. Fu scelta la sera perchè in tal tempo gli uomini sono più spicci. Queste non si sarebbero tenute che da Ottobre o Novembre a tutto Aprile. Oltre alcune pratiche religiose in queste adunanze si sarebbe fatto un discorso adatto all'uditorio composto di soli uomini, giovani e adulti.

Un Imagine Oleografica in Cornice Dorata rappresentante la S. Famiglia fu provvista con questua fatta in Chiesa, onde preciedesse le Adunanze, e le fossero indirizzate le nostre preghiere.

Un Piviale violaceo. Tra le pianete della Sacrestia eravane una in seta torchina ricamata in oro e seta. Era in buono stato, ma non si metteva perchè il suo colore non era secondo i riti. Colla licenza de' Superiori fu venduto in Roma, per impiegarne il ricavato in acquisto di quegli arredi Sacri che mancavano alla mia Chiesa. La prima cosa di cui pativa difetto era il piviale violaceo. Mi capitò una veste di seta di somigliante colore; l'acquistai per £ 25 e l'impiegai alla confezione del detto Piviale. Venne egregiamente. In tutto venne a costare un quaranta Lire.

Stemmi per gli Ufficiali delle Compagnie. I vecchi erano rotti e deformi. Vi abbisognavano nuovi. Fecero commessi al Sig. Rampiconi, buon'artista di Foligno, il quale l'eseguì ma costarono troppo cari. Sono sei, tre per la Compagnia del SS. Sacramento e tre pel Rosario, in ottone argentato. Costarono lire ottanta.

 pag. 156  Cerei. Questi benedetti contadini vogliono nelle processioni ceri grandi, spropositati: Ne furono acquistate altre due coppie, una del peso di lib. 24 e l'altra di 30.

Processione al Santuario della Madonna. Creata una nuova Commissione, questa volle ravvivare il Santuario di Na Sa Ausiliatrice, coll'invitare specialmente le processioni delle circostanti Parrocchie. Inconsultamente per la mia fu stabilita la 4a Domenica di Maggio, in cui avea la festa del Protettore. Io poi non potei ritornare in residenza che l'antivigilia a sera. Facendo uno sforzo, fu andato; la processione fu numerosissima, e ricca com'è di tutto l'occorrente, fece buon effetto, ma ne avrebbe fatto di più se avessi avuto almeno una settimana a prepararla.

La Festa del Corpus Domini da celebrarsi in quest'anno con maggior solennità non fu potuta fare secondo lo stabilito nella Congregazione de' Fratelli (Vedi pag. 153)º per assoluta mancanza di Sacerdoti. Bisognò appellarsi ad un altr'anno.

Un' Imagine di S. Luigi Gonzaga in Oleograf. Siccome in Paese si nutre devozione verso l'angelico Santo la pratica specialmente delle 6 Domeniche, così quest'anno volli provvederne l'Imagine. È venuta dallo stabilimento Oleografico di Bologna ed è molto bella. Mi fu ceduta a metà prezzo (£ 10). Ma tra cornice e zoccolo porterà un £ 25 di spesa.

Festa della S. Famiglia. Istituita in Parrocchia la Pia Unione della S. Famiglia che comprende in se i giovani d'ambo i sessi, i Padri e le Madri; era troppo conveniente che i destinasse un giorno per solennizzare la festa. Questo fu stabilito la 4a Domenica di Agosto. La febbre che a vario intervallo, per la prima volta, in quest'anno mi tormentava, venne proprio a trovarmi in questo giorno e ruppe in buona parte il programma delle funzioni, ma nell'insieme riuscì ottimamente, in ispecie per le comunioni che si ebbero di uomini. Pareva di trovarsi ne' giorni Pasquali. La festa fu presieduta dal Sig. D. Paolo Co Bonaccia, Superiore della nostra  pag. 157 Società di Missionari. Nella sera fece un bel discorso pratico sulla devozione della S. Famiglia che chiuse la solennità con sodisfazione universale.

Debbo notare due particolarità di questa festa. Le Figlie di Maria, in buona parte, per la prima volta, indossarono l'abito proprio della loro Pia Unione. Consiste in una veste bianca con ornati torchini, Velo ceruleo in testa, e fascia di simigliante colore intorno ai fianchi. Il primo ornamento però è la medaglia propria della Società ch'è attaccata ad un nastro color celeste, loro pende dal Collo. Questo è il vestiario delle figlie di Maria che hanno fatto la professione. Le aspiranti l'hanno eguale, colla solo differenza del colore del velo, della fascia e del nastro che è rosso. Bella, incantevole è una processione di donzelle modeste, pie, devote con questi indumenti.

L'altra particolarità della festa è il pranzo frugale che fecero varii ascritti della Pia Unione della S. F. Contribuirono una somma e con questa si fecero le spese a tal uopo occorrenti, e qualche lira, si erogò ancora per la festa di Chiesa. Fu mia intenzione con lo stabilire questo parco desinare di stringer vieppiù i legami tra Parroco e Parrocchiani, e tra di loro medesimi.

Spero di accrescere il numero de' commensali col proporre una contribuzione in generi piuttostochè in denaro.

Morbi contagiosi. L'ultimo semestre di quest'anno fu terribile per Cannaiola. Due flagelli ci percorsero. Il tifo, e la difterite. Io non avea avuto mai tanta mortalità. Colpì specialmente la gioventù, onde molte famiglie, cominciando dalla mia che ebbe due figliuoli uno di 7, e l'altro di 8, morti, rimasero nel lutto.

Rottura della campana grande. L'ultimo tocco che nella sera del 31 Ottobre annunciava la morte del mio nipote, Mario, fu quello che ruppe la cinta grande. Ebbi dunque in una ora sola doppia disgrazia. Il Signore però mi concedè la rassegnazione. Non era anzi passata una giornata che già aveva  pag. 158 fatto il piano per la fusione della nuova, piano che, coll'aiuto di Dio, deve assolutamente riuscire.

Adunanza per la rifusione della Campana. Avevo deciso di non chiedere un soldo al paese per questo lavoro. Ma molti parrocchiani essendosi presentati colla buona intenzione di offrire qualche somma, e di accrescerla ancora di peso, lasciata in disparte ogni idea di riparto da pagarsi da ogni famiglia, dovendo in questa circostanza campeggiare piuttosto la spontaneità; aprì un foglio di volontaria sottoscrizione. Nessuno finora si è ricusato; ho veduto anzi una unione perfettissima: questa del resto è consueta e stabilita già da lungo mano in Cannaiola. È un vanto che bisogna darglielo. Non è piccolo lo studio che debbo fare però, onde mantenere e accrescere questa concordia. Considerate adunque le entrate che sia da vari Santesati sia dalla volontari sottoscrizione si potevano ricavare, fu tenuta un'adunanza generale de' capi famiglia specialmente per l'elezione di due Deputati che con me avessero guidato l'opera, per la scelta del fonditore e per ogni altro occorrente pel buon riuscimento della cosa. I Deputati furono scelti dai congregati a pluralità di voti. Riuscirono eletti i Signori: Vincenzo Pergolari-Dragoni e Domenico Riccioli.

Contratto per la rifusione della Campana. Non di dovè pensare molto a trovare il fonditore. Deciso come sono a servirmi sempre dei patrioti, piuttostochè de' forestieri, l'opera fu affidata al Sig. Ezechiele Nessi di Trevi, che dai molti lavori di simil genere si è dato conoscere peritissimo Artista. Con lui si fa un contratto all'uopo; nel quale furono ammessi tutti quegli articoli che si stimarono necessari per reciproca garanzia. Si può vedere tra le carte degli Archivi. Fu stipulato il dì 27 Novembre 1876. Si sollecitò volendosi per Pasqua pross. risuonare la nuova Campana. La vecchia pesò libre 1160. Si stabilì di portarla a libre 1300.⁠a

Nuove funzioni stabilite per l'ultimo giorno dell'anno e pel primo.  pag. 159 Sullo scorcio del 1876 una da varii Vescovi esposto a Sua Santità il Papa Pio IX che praticandosi in parecchie Diocesi il pio esercizio di trattenersi tanto l'ultimo giorno dell'anno, quanto il primo del nuovo in divote preghiere, l'avesse voluto arricchir del tesoro delle Indulgenze. Il S. Padre rispose benignamente. E perciò a chi nell'ultimo giorno d. a. avesse praticato il pio esercizio di ringraziare il Signore, almeno per mezz'ora, de' benefici ricevuti durante l'anno, e per altrettanto tempo nel dì primo del nuovo, avesse implorato l'aiuto del Santo Spirito, avesse pregato secondo le intenzioni di Sua Santità, accordava sette anni d'Indulgenza. Inerendo a questa pia pratica eseguì le due mentovate funzioni con straordinaria assistenza del popolo. Proposi che anche per l'avvenire queste funzioni si sarebbero praticate. L'ordine delle medesime si può vedere al Rituale, che secondo le norme di quello Romano ho stabilito per questa Chiesa.


Nota di Thayer:

a La libbra del Regno d'Italia nel 1876 pesava ca. 339.5 grammi, quindi questo peso equivale a 452 kg. Secondo la tavola a campanologia.it, la nota ottenuta doveva essere approssivamente la Sol♭ 3; il che venne confermato a marzo del 1877 (pag. 160).


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Pagina aggiornata: 5 Lug 25

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