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Costruzione del Cemetero e sua Benedizione. Una legge governativa da più anni avea stabilito la formazione de' Cemeteri nei singoli Paesi. Il Comune di Trevi anche però non vi si era uniformato. Finalmente ai primi del 1877 vi si decise. Sebbene avesse incontrato qualche opposizione, pure questo si stabilì nel Castello.a Il Municipio volendo esonerarsi dal peso del trasporto dei cadaveri al Cemetero, venne a patti con questa Compagnia del SS. Sacramento. Questa si sarebbe obligata al do trasporto e l il Municipio avrebbe costruito nel Cemetero una Sepoltura capace abbastanza in cui avrebbero avuto diritto di seppellimento tutti gli Ascritti alla Compagnia. Tanto fu fatto. Adattandosi impertanto il Castello ad uso di Cemetero, sebbene ancora molto resti a desiderarsi, costruita la sepoltura si venne alla solenne Benedizione. Questa fu compita il dì 11 Febbraio, Domenica di Quinquagesima. Io feci un discorso allusivo, e poichè era già presente presente un cadavere da seppellirvisi pag. 160 quello di Innocenzo Pallucchi, questa circostanza aggiunse importanza alle mie parole. Il popolo affollatissimo fu commosso fino alle lacrime. È mia intenzione adornare il meglio possibile il nostro Cemetero.
Fusione della nuova Campana. Affidai questa difficilissima opera alla protezione di S. Giuseppe. Il 1 dunque di Marzo, dì Mercoledì, in cui cominciava il mese a Lui consacrato, fu destinato alla fusione. Dopo cinque ore di fuoco, il metallo si sciolse. Nell'intervallo in cui si dissero le Litanie della B. V. questo scorre nelle forme, le riempì compiutamente, e così l'opera potè dirsi riuscita con perfetto successo: il suono si dovea sentire più tardi. Pochi giorni appresso fu tolto dalle forme, trasportata nella bottega del Nessi, dove rimase esposta ai visitatori. Tanti ne ammirarono i lavori ed il suono. Questo esprime, mi si dice, la nota Sol bemolle. Ha copiosi ornati riusciti però alquanto scabri: ha in quattro punti il Crocifisso: la Vergine col Bambino: S. Michele Arc. e S. Antonio. In due righe sotto la capigliara porta questa Iscrizione:
SS. Michael Arcangelo et Marici, venite in adiutorium populo Dei. — Petrus Bonilli Rector, ab universo populo adiutus refundebat cum nominibus Angela-Maria-Nazarena, Josepha
Sopra il labro inferiore si legge il nome dell'Artista:
Ezechiel Nessi Trebiae f. an mdccclxxvii
Il peso si è verificato esser libre 1355, poco meno dunque che 200 lib. più della vecchia avendo questo pesato lib. 1160. Per diminuire alquanto la spesa fu unita ad essa anche l'altra piccola campana detta di S. Nicolò del peso di lib. 58. Secondo i patti del contratto pagandosi il Fonditore il metallo a £ 3 il chilo, e noi pagando a lui il nuovo a £ 4 il chilo abbiamo di spesa £ 586. Al pagamento di da spesa oltre gl'incassi dell'Opere pie, pare che voglia concorrere anche il popolo; la sottoscrizione porterebbe un 300 £ però vedremo al fatto si rimarrà galantuomo.
Sul trasporto de' cadaveri al Campo Santo, importanti risoluzioni furono prese nel dì 3 Aprile, terza festa di Pasqua. Si decise che i Fratelli della Compa del SS. Sacramento per turno pag. 161 dovessero dalla Chiesa trasportare i cadaveri degli ascritti al Cemetero, e poichè il Municipio per essi avea costruito un'apposita sepultura, quelli soli che non avevano le quote annuali da pagare potessero avervi diritto. Su questo riguardo per altre ulteriori notizie può osservarsi il libro delle Congregazioni.
Le Figlie di Maria per la prima volta uscirono vestite del loro abito, fuori di Parrocchia, per la processione al Santuario della Madonna delle Lacrime. Furono ivi cantate le Litanie in terso da tutte le ragazze. Il tutto riuscì con sodisfazione generale. Forse cosa simigliante non si era ivi nè sentita nè veduta.
Benedizione della Campana e Cresima tenuta da Mons. Arciv. Cavallini. Ne fu stampata una relazione nel giornale di Perugia il Paese. Eccola.
Il dì 22 Aprile 1877 fu giorno d'imperitura memoria per la Parrocchia di Cannaiola. La sua Chiesa si cambiò per un giorno in vaga Catedraleº per la venuta di Monsig. Domenico Cavallini Spadoni, il quale vi compì la benedizione della Campana Maggiore, rifusa dal valente artista trevano, Ezechiele Nessi. La Chiesa di recente restaurata, faceva di sè bella mostra. La nuova campana sospesa in mezzo ad una magnifica tribuna attraeva gli sguardi di tutti per l'ampiezza e regolarità delle sue forme. Due superbe lampade, dono degli illustri patrini della Campana, i Signori Filippo Ciccaglia e Margherita Natalucci nata Maucià di Trevi, erano là a testimoniare la munificenza de' donatori. Il venerato Pastore, concesso da numeroso Clero, dal corteo de' Patrini, e da un popolo immenso, faceva solenne ingresso nella Chiesa alle ore 10 ant. Quando furono terminate le aspersioni dell'acqua benedetta, e le unzioni degli olii sacri furono applicate al bronzo della nuova campana, il venerando Arcivescovo con un colpo vigoroso, ne fece sprigionare il primo suono, i patrini la fecero rimbombare di nuovo, e il popolo affollato balzò di gioia nel sentir per la prima volta quelle potenti vibrazioni. pag. 162 Quindi Mons. Arcivescovo, con una energia che faceva dimenticare la sua grave età spiegò al popolo gli alti sensi riposti nella benedizione delle campane. La ristrettezza in cui ci dobbiam tenere, non ci permette nemmen di adombrare a larghi tratti la parola di Monsignore. La semplicità ed insieme la pia unzione della medesima fu molto bene illustrata nel Sonetto del bravo Poeta, Sig. Pio Angelini, di Bastia, mio amico appositamente invitato, che più sotto riferisco. Tenera poi, affettuosissima fu la conclusione con cui benedì a tutto il popolo. Più di una lacrima si vide a tali commoventi parole, scorrer dagli occhi anche di circostanti.
Nell'ore pomeridiane si amministrò il SS. Sacramento della Cresima. La soavità, l'amabilità del nostro buon Prelato in tanta pressa di fanciulli, in cui faceva assorgere alla infinita mansuetudine di Gesù Cristo che anch'esso era attorniato da turbe di bamboli e lo benedicevamo che tanto Pastore avesse concesso al suo gregge.
Per tal modo, compiuti i sacri riti, pasciuto e santificato il popolo, il venerato Arcivescovo faceva ritorno alla sua Residenza, portandosi il cuore di tutti. Ah ringraziamone Iddio benedetto! Il popolo è ancora coi Vescovi, il popolo ha ancora la fede. Speriamo adunque per esso giorni migliori!
Nel riferito articolo non credè notare il sontuoso convito, cui ebbero parte la Congregazione de' Parroci, i Patrini ed altre illustri persone che invitate facevano corona al nostro degnissimo Arcivescovo. Quì bastami registrare che fu lietissimo specialmente per molte poesie, delle quali riferirò il sonetto che sopra ho citato, del Sig. Pio Angelini di Bastia.
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Sul palco dov'è il sacro bronzo appeso La prima volta fu che ti mirai, E Mosè mi sembravi, e fui sorpreso Allora che la tua voce ascoltai. pag. 163 L'Angel di Cannaiola ivi disceso La tua lingua movesse allor pensai, E da tale stupore io fui sorpreso, Che oltremodo commosso, io lacrimai. Venerando Pastor, che tanto puoi Il ciel vorrà la più longeva stade Donarti per salute a tutti noi. E felice saran queste contrade Volentieri ascoltando i detti tuoi Che han quella forza che ogni cuore invade. |
a Parecchie foto dei ruderi del castello nell' odierno cimitero si vedono a Luoghi del Silenzio, e anche di una targa commemorativa del centenario della benedizione del cimitero da Don Pietro Bonilli.
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